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AASVERO
La tradizione dell'Ebreo Errante, condannato per l'eternità a vivere miseramente e senza mai fermarsi, è largamente diffusa e molto conosciuta in tantissimi paesi, spesso elemento integrante dei racconti popolari. La leggenda narra che mentre Gesù veniva trascinato alla volta del Calvario, un uomo, indicato in alcune versioni con il nome di Aasvero, in altre con quello di Cartaphilos, lo apostrofava continuando a ripetergli "Cammina.....cammina....."; la risposta di Gesù fu la seguente: "Io cammino, ma altrettanto farai tu, finchè non ritornerò".
Da quel momento, Aasvero iniziò il suo viaggio portandosi dietro soltanto una bisaccia, che secondo un'altra tradizione era quella che conteneva i trenta denari frutto del tradimento di Giuda; con molta probabilità la figura dell'Ebreo Errante è inquadrabile nel clima di propaganda anti semita che iniziò nel IV secolo d.C., in concomitanza con il proliferare del Cristianesimo all'interno dell'Impero Romano, una espansione che mirava soprattutto all'interno, partendo dalle più alte cariche politiche; in questo clima il bisogno di scagionare i Romani dall'accusa di aver fatto crocifiggere Gesù risultava essere una mossa strategicamente importante, ed anche se storicamente fu Ponzio Pilato a pronunciare la sentenza, si cercò in tutti i modi di far ricadere la colpa sugli Ebrei.
Nel corso dei secoli, la figura dell'Ebreo Errante è entrata nell'immaginario collettivo e non pochi sono stati i casi di persone che asseriscono di averlo identificato in luoghi e tempi diversi.