BARDO THODOL - Il libro Tibetano dei Morti
  "Bar do t'os grol", questo il nome Tibetano del testo meglio conosciuto come Bardo Thodol; il libro è interamente dedicato alla tecnica del trasferimento del principio vitale nel momento della morte che si identifica con l'unione fotobiologica tra il proprio essere-luce e la luce stessa, che si manifesta durante il viaggio del trapasso. Si tratta di un testo molto antico e di difficile comprensione; la sua recitazione al capezzale del moribondo è una pratica esclusivamente Lamaista che si riallaccia ad antiche e ormai perdute tecniche di tipo sciamanico.

Principale scopo del Bardo è quello di riuscire a dominare il mondo della morte senza alcun timore, quasi una porta che prepara il morente al ritorno in questa dimensione della vita. Non esiste una fedele riproduzione e trascrizione del Libro Tibetano dei Morti; le uniche copie ufficialmente riconosciute sono riprodotte in legno e gelosamente custodite in sperdute Lamaserie; le copie oggi in commercio non rendono completamente l'alto senso mistico del testo, si tratta per la maggior parte di dubbie traduzioni e, spesso, di errate trascrizioni.

Il viaggio che dovrà sostenere il morente ha necessariamente bisogno di una guida; in questa figura si identifica il Lama che recita il Brado al morente; tutta la tecnica consta di 49 giorni di informazioni, consigli e itinerari da percorrere dopo il trapasso, al fine di giungere serenamente alla nuova incarnazione, al nuovo "involucro" che il morente dovrà "abitare" nella sua nuova vita.