Alessandro di Cagliostro era sicuramente una persona fuori dal comune, quella che oggi possiamo definire una persona "scomoda", e questo aggettivo risulta sicuramente appropriato per un uomo che viveva la sua spiritualità al servizio del sociale, un uomo che non distingueva i nobili dai poveri, che prestava le sue capacità ai Principi ed ai reietti, l'Amico degli Uomini, come venne definito.
Cagliostro era con moltissima probabilità un Rosa+Croce, un mistico errante con una ben precisa missione, portare lo spirito libertario in Europa, ergersi a paladino delle verità, essere testimone di un nuovo mondo, di un nuovo modo di pensare, di una nuova società. Il suo ingresso nella Massoneria segna la tappa più importante, quale miglior modo per poter coniugare la ricerca del trascendente con il quotidiano, per poter disciogliere lo spirito nei problemi della carne alleviandone le sofferenze; ma soprattutto quale migliore opportunità per porsi come simbolo e sprone di tutto il bisogno di libertà che quasi scoppiava nel cuore di ogni popolo. Il Settecento vede una Monarchia agonizzante, i potere spirituale e quello temporale ormai faticano ad imporsi, non hanno più idee, non fanno breccia nei popoli affamati non solo per la mancanza di cibo ma, soprattutto, per la mancanza di spazi vitali nei quali potersi muovere, la mancanza di poter affermare apertamente che non è necessario essere Re, Principi o Prelati per essere uomini.
Cagliostro conquista i regnanti, Re e Regine lo esaltano e ne cantano le gesta, lo temono anche ma sempre con profondo rispetto; la sua figura assume contorni leggendari e si moltiplicano le testimonianze in suo favore, le guarigioni quasi miracolose e le predizioni come quella rimasta famosa della caduta della Bastiglia. Chi era quindi Cagliostro? Un Mago? Uno Stregone? Niente di tutto questo, era soltanto un uomo proiettato al futuro, che conosceva perfettamente il suo tempo ma che guardava oltre, che si oltrepassava i preconcetti e l'ignoranza; un uomo dotato di una grande spiritualità, con una missione ben precisa ed un destino segnato.
Nessuna
delle ipotesi fatte sulla figura di Cagliostro e sulla sua più o meno
identificazione con Giuseppe Balsamo potrà mai essere smentita se non con fatti
non supportati da alcuna prova, fino a quando si continuerà ad effettuare
ricerche su Balsamo, con il solo disperato scopo di dimostrare che era
Cagliostro, non si giungerà mai ad una conclusione, si riuscirà soltanto ad
alimentare quella coltre di mistero e di inesattezze che ancora oggi avvolgono
entrambe le figure di questi due uomini, entrambi a modo loro ed in circostanze
diverse, vittime della storia. Cagliostro - La parola alla difesa invita a
riflettere più seriamente sugli avvenimenti, sulle circostanze che diedero loro
vita e per concludere, così come fece un grande scrittore e studioso degli
avvenimenti su Cagliostro, potremmo domandarci: “se mai veramente Giuseppe
Balsamo fu Cagliostro, quale male aveva fatto? Prodigandosi per i poveri e gli
infermi aveva pagato le sue colpe, elevandosi nell’Arte Suprema aveva placato
la sua anima, che lo si condanni per ciò che aveva fatto e non per quello che
gli altri fecero al suo posto”!