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CAGLIOSTRO GUARITORE |
Il
Settecento può sicuramente essere definito come il secolo maggiormente segnato
da profondi sconvolgimenti, sia livello politico che filosofico, oltre che
scientifico; eventi storici di immensa portata quali la Rivoluzione Francese e
la Dichiarazione di Indipendenza degli Stati Uniti d’America posero le basi
per un nuovo assetto politico che avrebbe influenzato in maniera del tutto nuova
i popoli.
Proprio
al centro di questo enorme travaglio esistenziale si trova ad operare
Cagliostro, agendo con metodi e strumenti che rimangono sospesi tra il futuro
della medicina dell’epoca e la più schietta tradizione pagana tanto
combattuta dalla Chiesa del tempo; è appena comparsa la corrente del Mesmerismo
che predicava l’esistenza di un fluido impalpabile, all’azione del quale era
sottoposto anche l’organismo umano, tale teoria non era nuova soprattutto
negli ambienti esoterici ed una citazione riconducibile agli insegnamenti di
Mesmer si può trovare nella famosa
Tavola Smeraldina di Ermete Trimegisto, dove
si menziona una sorta di energia
cosmica alla quale tutti siamo sottoposti e che viene chiamata con il nome di
Telesma.
Il
concetto di medicina propagandato da Franz Mesmer risulta però abbastanza
innovativo sia da un punto di vista terapeutico che filosofico, secondo la tesi
originaria, questa forza magnetica aveva la proprietà di concentrarsi nelle
calamite naturali che a loro volta venivano usate come mezzi terapeutici
ottenendo il risultato di armonizzare i corpi con i quali venivano a contatto.
Cagliostro
stravolge queste teorie e pur rimanendo fedele al concetto della suggestione
ipnotica inserisce alcuni elementi propri della Cabala e della tradizione
spirituale orientale; è facile desumere come tale atteggiamento infastidisse il
corpo medico dell’epoca il quale, basandosi sulle poche cognizioni correnti,
portava come punto di forza l’alto grado riservato a coloro che operavano
sotto il giuramento di Esculapio.
Ma
a quale punto erano le conoscenze e l’affidabilità dei medici durante il
Settecento?
Iniziamo
a dire che la diagnosi medica era principalmente basata sull’anamnesi orale,
ciò sul resoconto dei sintomi fatto dal paziente, supportato
dall’osservazione delle urine e dall’ispezione manuale della superficie
corporea, questo primo approccio con la malattia, pur dando qualche risultato di
fronte a casi ormai entrati nell’ordinaria amministrazione, si rivelava di
gran lunga insoddisfacente qualora il paziente presentasse sintomi di gravi
traumi interni o di grosse patologie.
Pur
non volendo togliere alcun merito alle grandi figure che alimentarono il campo
della medicina durante il Settecento ed alle grandi scoperte che resero
possibili i futuri grandi passi dell’arte medica, dobbiamo nondimeno
constatare che l’evoluzione seguiva passi molto piccoli e che il potere
esercitato dalla classe medica lasciava poco spazio alle innovazioni e preferiva
trincerarsi in se stesso per paura di perdere posizioni; ancora oggi è visibile
la riluttanza con la quale la scienza tratta le innovazioni ed il grande
prestigio strenuamente difeso dalle corporazioni mediche.
Cagliostro
opera una medicina che insospettisce per le sue innovazioni ma che allo stesso
tempo attrae per la sua umanità, sviluppa in un certo senso le idee di
Paracelso il quale, pur basandosi sulla scienza, non disdegnava la forza della
fede, e Cagliostro trasforma quest’ultimo punto mettendo al primo posto il
paziente, la sua anima ferita dalla malattia e dicendo ai propri postulanti: “non
sono io che guarisco ma il malato che guarisce se stesso”.
Nel
secolo dei Lumi la superstizione ed il bigottismo facevano ancora da padroni,
anche se nel 1722 vide la luce Leopold Auenbrugger, insigne medico della scuola Viennese al quale si deve
l’introduzione della percussione come metodo diagnostico, anche se nel 1729 il
medico Svizzero Haller diede un contributo importantissimo alla fisologia
vascolare ed a quella del sistema nervoso, dobbiamo sempre aspettare l’800
prima che le ceneri delle antiche superstizioni e delle posizioni forti si
dissolvano per lasciare posto ad una scienza che diventa sempre più ricerca e
sperimentazione.
Tra
Alchimia, Magia, nuove scoperte e vecchi metodi si muove il Guaritore Alessandro
di Cagliostro, conforta il malato ancor prima di somministrargli la cura,
stupisce con i suoi elisir e soprattutto con i suoi risultati che sembrano
superare ostacoli insormontabili per la medicina dell’epoca; era Magia?
Sicuramente no, in questo caso il mistero lascia spazio a più prosaiche
interpretazioni, quando in un mondo chiuso nelle sue piccole convinzioni
irrompe un personaggio già avanti nella conoscenza (sia essa anche non
ufficiale ma similare), è plausibile gridare alla Magia.
A
scopo puramente accademico ed anche per soddisfare la curiosità di molti che mi
chiedono quali rimedi operasse Cagliostro, riporto di seguito una semplice
ricetta a chiusura di questo capitolo (che confesso richiederebbe maggiore
esposizione e maggiori dettagli ma che, in questo caso, richiederebbe anche un
libro a parte); si tratta del famoso Elisir di Cagliostro, riportato in una
edizione medica del 1838 e ripreso su un manuale di farmacia edito a Genova nel
1929, si tramanda che tale ricetta sia del tutto uguale all’originale.
ALOE
gr. 25
AGARICO
BIANCO
“ 2,50
MIRRA
“
2
GENZIANA
RAD
“ 2,50
RABARBARO
RIZOMA
“ 2,50
ZAFFERANO
“ 2,50
ZEDOARIA
RIZOMA
“ 2,50
ALCOOL
(spirito di vino)
“ 1000
Il
professor Delfo, erborista e
studioso di fitoterapia antica, asseriva di averne bevuto per rinforzarsi per un
periodo di 40 giorni, un bicchierino o due tutti i giorni prima di stabilire il
suo record mondiale di digiuno a Roma, nel 1951, dove osservò ben 61 giorni e
mezzo di digiuno idrico assoluto.Lo stesso elisir gli permise in seguito una
rapida riabilitazione psicofisica.