Natuzza Evolo nasce a Paravati, in provincia di Catanzaro, e sin da piccola ha mostrato segni evidenti di fenomeni molto particolari, soprattutto sudorazioni di sangue che la scienza non è mai riuscita a spiegare.
Il sangue, messo a contatto con bende o fazzoletti, disegnava simboli sacri, figure quali calici, croci, ostie, oltre che frasi spezzate di preghiere in lingua italiana ma a volte anche in latino, ebraico ed aramaico.
Questo fenomeno è stato maggiormente osservata nella mistica calabrese soprattutto in corrispondenza della Quaresima, periodo nel quale apparivano anche le stimmate.
Di particolare importanza sono anche i doni medianici che Natuzza Evolo ha più volte dimostrato apertamente; riusciva a vedere i defunti ed a conversare con loro, dava utili quanto esatti consigli medici, il tutto confermato da centinaia di testimoni, compresi medici e studiosi di fama mondiale.
A questo quadro c’è da aggiungere che la mistica calabrese è una donna di bassa cultura, eppure le sue diagnosi si rivelano esatte e tecnicamente ineccepibili. Da quando cadde in trance per la prima volta a quattordici anni, i fenomeni medianici e di carattere spirituale non si sono mai fermati; bilocazioni, guarigioni, visioni dei defunti, tutto questo in un personaggio schivo dai giornalisti e dalla pubblicità, una donna che soffre visibilmente ad ogni Venerdi Santo, martoriata fisicamente e spiritualmente, oltre che nel vedere le sofferenze degli altri.
La testimonianza più diretta è quella di una dottoressa che per anni ha assistito Natuzza Evolo nelle sue sofferenze personali: “ho esaminato la piaga nel costato il Giovedì Santo……mi sono entrate tre dita nella ferita!”. Non ha mai chiesto denaro alle migliaia di persone che giornalmente cercano un contatto con lei, rifiuta le interviste ed evita ogni pubblicità, quale mistico segreto avvolge questa piccola contadina calabrese?
Restiamo ancora in Calabria, nella piccola frazione di Santa Domenica.
In questo posto, il 13 Maggio 1968, Fratel Cosimo parla con la Madonna, che gli appare proprio dove oggi sorge una piccola cappella meta di centinaia di pellegrini.
Figlio di contadini, Cosimo Fragomeni aiuta la famiglia nei lavori quotidiani; nel 1968 è testimone di un’apparizione miracolosa, una donna vestita di bianco avvolta in una splendida luce e con in mano una coroncina del rosario.
Da quel momento è tutto un susseguirsi di eventi soprannaturali; dimostra di conoscere già le storie di chiunque lo venga a trovare, individua le malattie delle persone e ne anticipa le domande, possiede il carisma della guarigione ed il dono di parlare lingue che non conosce. Quelle che sembrano a prima vista racconti di fedeli bisognosi di eventi miracolistici, sono in realtà tutti fatti corredati ampiamente da referti medici e testimonianze di studiosi e ricercatori, come il caso di una donna di Catanzaro guarita miracolosamente durante un incontro con Fratel Cosimo, dopo tredici lunghi anni trascorsi su una sedia a rotelle per una malattia ritenuta incurabile dai medici di molti ospedali italiani.
Anche questi avvenimenti attendono una risposta, e non tanto l’uomo che li opera quanto l’immenso mistero al quale egli attinge.