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L’autore
di uno studio su Cagliostro del 1974 (ormai introvabile), scriveva di avere
inventariato più di mille titoli sul Conte e che l’elenco, già all’epoca,
risultava incompleto.
Cosa
ha spinto così tante persone ad interessarsi alla figura di Alessandro di
Cagliostro, e quale motivo tiene ancora acceso l’immaginario collettivo
rispetto ad un fatto accaduto più di duecento anni or sono?
Il
26 Agosto 1795, nella fortezza di San Leo, alle tre del mattino, si concludeva
tragicamente una vicenda che tenne con il fiato sospeso mezza Europa e nel più
completo imbarazzo Roma ed il Vaticano; distrutto dalla lue, Alessandro di
Cagliostro, lasciava questa terra per ricongiungersi col mistero che aveva
caratterizzato la sua vita .
Sfogliando
una qualunque enciclopedia o dizionario e cercando sotto la voce
“Cagliostro”, l’unica definizione che ci sarà possibile trovare sarà la
seguente: “Giuseppe Balsamo, alias Conte di Cagliostro, truffatore di origini
Palermitane, ecc.”; molto spesso la paura del mistero si cela sotto la
menzogna, e la menzogna non trova terreno più fertile di quello della gente
perennemente alla ricerca del fantastico; rimane sicuramente più facile
razionalizzare il mistero che non cercarne la vera essenza.
Nelle
pagine che seguiranno tenterò di leggere tra le righe della montagna di
documenti esistenti su Cagliostro, sforzandomi di anteporre la logica e
l’amore della ricerca alla frettolosa voglia di voler dare a tutti i costi una
risposta, per giungere infine ad una verità che mai sarà suffragata da prove
visibili e concrete, ma che nella sua ardita fantasia non sarà poi così
dissimile dalla storia che oggi conosciamo (o che hanno contribuito a farci
conoscere) la quale, a sua volta, nessuna prova avrà mai a suo sostegno se non
la cieca incoscienza della massa che a tutto crede purché venga sollevata dalle
proprie paure.
Sarà
un processo indiziario su un altro processo altrettanto indiziario e
frammentario, dove i Giudici sono a loro volta testimoni ed accusatori, se non
redattori delle prove stesse portate contro Cagliostro; “Nessuno scriverà mai
la verità su di me” recitava il Conte e nessuno, in effetti, ha voglia di
scriverla, non tanto per la difficoltà oggettiva che questa operazione
comporterebbe, quanto perché la figura del Conte risiede ancora in quella fitta
nebbia che egli stesso contribuì a creare e che i suoi nemici alimentarono
prima per poterlo annientare, ora per non scoprire una verità sepolta da tempo,
una verità scomoda.