LOCH NESS

 

Il Loch Ness è il più vasto lago d’acqua dolce della Gran Bretagna, lungo circa 40 chilometri, largo 2, ha una profondità media di 150 metri, ma scende a tratti in abissi che toccano addirittura i 300 metri.

Questa enorme massa d’acqua comunica da una parte con l’oceano attraverso il Canale di Caledonia e dall’altra con il Mare del Nord attraverso il fiume Ness; il lago, come tanti altri, è nato in seguito a vari processi di erosione databili intorno alla fine dell’Era Glaciale, cioè circa 10.000 anni fa.

La temperatura dell’acqua si aggira dai 6 ai 7 °C nelle maggiori profondità e si mantiene costante; le acque sono scure a causa della presenza di particelle di torba in sospensione, quindi già a circa dieci metri dalla superficie il buio è quasi totale.

Più che per le caratteristiche appena elencate, Loch Ness è maggiormente conosciuto per il misero che circonda la “creatura” che lo abiterebbe; il primo riferimento è possibile rilevarlo da una cronaca del secolo scorso, quando alcuni aristocratici impegnati in una battuta di caccia sulle rive del lago riferirono di aver visto emergere dalle acque calme del lago qualcosa simile ad “una testa equina”; rinasce così l’antica superstizione locale le cui origini risalgono addirittura al VI Secolo della nostra Era.

Gli avvistamenti continuarono nel tempo e ben presto il fenomeno interessò giornalisti e ricercatori che diedero l’avvio alle indagini; da allora sono stati impiegati strumenti sempre più sofisticati per esplorare i fondali del lago alla ricerca di “Nessie” (così è stata ribattezzata dai locali la misteriosa creatura), e le ipotesi avanzate sono le più disparate. Esistono infatti documentazioni inspiegabili di echi, raccolti con il sonar, che rivelerebbero un movimento simile a quello di un’anguilla gigante, oltre ad alcune fotografie subacquee nelle quali si nota una “pinna” in movimento sostanzialmente diversa da tutti i tipi di pinne conosciuti.

Oltre alle molte fotografie che ritraggono Nessie, molte anche controverse e contestate, esiste un filmato ripreso da Tim Dinsdale nell’aprile del 1960 e ritenuto veritiero da molti studiosi e tecnici; nel filmato si può osservare una “gobba”, come una schiena, in movimento ad una velocità approssimativa di circa 16 Km orari.

INDIETRO