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STORIA ED ORIGINI DELLA MASSONERIA
I primi documenti storici su fratellanze assimilabili in qualche modo alla Massoneria, risalgono al Trecento; nei secoli precedenti e per tutto il Medioevo è comunque accertata la presenza di corporazioni muratorie o gilde alle quali era affidata la costruzione di edifici sacri, magnifico esempio di quanto appena detto sono le Cattedrali Gotiche che possiamo ancora oggi ammirare in Francia.
Queste istituzioni godettero a lungo di privilegi e di ampie protezioni, sia da parte dell’aristocrazia che del clero; si trattava quindi di corporazioni che custodivano gli antichi segreti dell’architettura e delle costruzioni, segreti che tramandavano attraverso forme di iniziazione operativa e che univano alle operazioni manuali vere e proprie filosofie antiche, spesso occultate agli occhi della Chiesa. Nel tempo questi gruppi iniziarono a riunirsi in Logge, e quelli che prima erano conosciuti come “liberi costruttori” assunsero il nome di “Massons”, termine che in francese significa “Muratori”; i gruppi di lavoro si posero sotto l’obbedienza di un Maestro Venerabile e grazie alla loro grande autonomia politica, religiosa e sociale, divennero ben presto il punto di riferimento privilegiato per tutte quelle arti, tradizioni e credenze lontane dalla Chiesa e spesso considerate molto vicine all’eresia. Possiamo parlare di Massoneria, dando al termine un senso abbastanza vicino a quello che intendiamo oggi, soltanto a partire dal 1717, anno nel quale si realizzò la fusione di quattro Logge preesistenti sul suolo inglese.
Il 24 Giugno 1717 vede la luce la gran Loggia di Londra, a carattere ideologico e speculativo, e per iniziativa del reverendo James Anderson, del giurista John Th. Desaguliers, del Duca di Montagu e di altri Muratori inglesi. In un arco di tempo che va dal Medioevo al Cinquecento la natura prettamente iniziatica e artigianale della Massoneria subisce dei radicali cambiamenti; è il periodo dei cosiddetti “Massoni Accettati”, cioè dell’ammissioni di membri che, pur non facenti parte della Libera Muratoria, ne condividono gli ideali umani e filosofici, uomini provenienti dall’alta borghesia, dallo stesso clero o comunque dalle sue frange più trasgressive, ma anche appartenenti alle libere professioni come quella dei fabbri, dei tappezzieri e così via. I ruoli dirigenziali della Gran Loggia di Londra, inizialmente assunti da personaggi oscuri e di scarso rilievo sociale o culturale, vengono adesso ricoperti da personalità di prestigio, ne deriva una conseguente crescita di importanza sia in patria che all'estero. Lo svolgersi degli eventi pone però, quasi fisiologicamente, una duplice necessità: da una parte occorreva rivisitare l'umile passato della Massoneria e cercare in qualche modo di nobilitarlo, dall'altra doveva essere predisposto un nuovo programma che superasse le divisioni di classe tra gli aderenti alla Fratellanza, che rendesse evidente e palpabile quell’intendimento di base di una “fraternità spirituale” al di sopra delle barriere sociali e di credo. Il compito di realizzare il primo obiettivo venne assegnato dal quarto Gran Maestro della Gran Loggia di Londra Duca di Montagu al pastore presbiteriano James Anderson, il quale, nel 1723, pubblicò il Libro delle Costituzioni. Si trattava di una revisione radicale delle antiche Costituzioni gotiche, ulteriormente ritoccata per la successiva edizione del 1738. Anderson fornì la nuova Massoneria di un albero genealogico che tra l’altro metteva insieme, ma allo stesso tempo semplificava, tutti i secolari statuti corporativi ai quali si erano fino ad allora ispirate le singole Logge. All’opera di Anderson si affiancò una sorta di azione che potremmo in qualche modo definire “promozionale”, svolta dal massone di fede anglicana John Theophilus Desaguliers, figlio di un pastore protestante francese rifugiatosi in Inghilterra per motivi religiosi, ben introdotto nelle élites aristocratiche e culturali dell'epoca, con le quali condivideva gli interessi per la scienza. Il secondo obiettivo venne raggiunto con la pubblicazione degli Antichi Doveri assieme al Libro delle Costituzioni del 1723, allo stesso tempo si richiese a chi volesse entrare nella Massoneria la condizione di essere un uomo libero e di buoni costumi. La libertà richiesta nella domanda di affiliazione non era comunque intesa in senso politico (ciò avvenne più tardi con il programma relativo alla Rivoluzione Francese), bensì come libertà da pregiudizi e prevenzioni, soprattutto di natura religiosa. Allo stesso modo, il concetto di uguaglianza non rappresentava un principio di carattere assoluto, bensì uniformità di diritti in rapporto a capacità uguali. Si ridimensiona così, almeno nell’ambito della Massoneria inglese, la tesi per la quale la Massoneria stessa sarebbe stata partecipe e ispiratrice del processo di democratizzazione confluito in seguito nella stesura della Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo e delle costituzioni politiche in seno agli Stati moderni. Ricordiamo inoltre che la svolta assunta dalla Massoneria in Inghilterra dopo la pubblicazione del Libro delle Costituzioni di Anderson, non ebbe un consenso unanime da parte di tutte le Logge. La resistenza da parte di quelle più tradizionaliste si distinse in due differenti espressioni: la nascita della Gran Loggia di tutta l'Inghilterra, sorta nel 1725 ma che tuttavia non riuscì a espandere la propria influenza al di là di alcune aree del Nord e non sopravvisse alla fine del secolo; l’altra espressione di dissenso fu la costituzione, nel 1751, di una nuova obbedienza a carattere autonomo chiamata degli “Antichi”. Questi ultimi contestavano principalmente la perdita della tradizione cristiana in alcuni rituali; per assistere ad una riunificazione si dovrà attendere il 1813, anno della fondazione della Gran Loggia Unita d'Inghilterra.
Questa in sintesi la storia interna della Massoneria inglese, ma quale era l’idea dominante del popolo rispetto ai Fratelli e alle loro lotte interne? La curiosità era di sicuro l’elemento dominante, ad essa però si affiancava un malcelato sospetto derivante dal segreto che copriva le Logge e che da molti era inteso come presupposto per un eventuale pericolo alla sicurezza sociale. Forse fu proprio sulla scorta di questi timori che il Parlamento, nel 1799, dichiarò perseguibili legalmente tutti coloro che appartenessero a sodalizi nei quali era d’obbligo il giuramento. Ma anche questo pericolo venne scongiurato, la presenza di personalità politicamente influenti poste agli alti vertici dell'Ordine, consentì che quest’ultimo fosse totalmente escluso dalla nuova legge, a patto però che i segretari di Loggia fornissero elenco degli iscritti al giudice di pace locale. Tutto questo non servì certo a mitigare il clima di sospetto nato attorno alla Massoneria e ai suoi Rituali, contribuì però all’Ordine stesso che riuscì in tal modo a preservare quel segreto inteso come disciplina spirituale di ogni adepto. L’aspetto operativo inizia ad assumere caratteristiche prettamente simboliche e viene definito nei tre gradi di Apprendista, Compagno d’Arte e Maestro; anche le iniziazioni e le cerimonie assumono caratteri simbolici che si rispecchiano nella funzione di lavorare la “pietra grezza” (il nuovo adepto) affinché arrivi allo stadio di “pietra levigata” (il Massone nel suo cammino) che farà parte di un “tempio perfetto” (l’ideale sociale e spirituale nella in seno alla Loggia e fuori da essa).
Miti e leggende bibliche, pagane e neoclassiche entrano a far parte del patrimonio della Massoneria e già nel Settecento si passa all’elaborazione dei Riti e degli Alti Gradi; a queste tradizioni è forse riferibile la famosa leggenda dell’architetto Hiram che la tradizione vuole come metafora simbolico (ma per alcuni verità storica) delle origine stesse della Massoneria. All’inizio del primo millennio a.C., Re Salomone decide di costruire alle porte di Gerusalemme un tempio maestoso da dedicare a Dio; per i lavori viene scelto Hiram, al quale viene dato l’incarico di supervisore dei lavori. L’architetto provvede a reclutare in Israele circa 20 mila muratori e li suddivide in tre categorie: Apprendisti, Compagni e Maestri. Tre apprendisti (chiamati in seguito i tre cattivi compagni), decidono di scoprire il segno di riconoscimento dei Maestri al fine di apprendere il segreto delle costruzioni; nascosti nel tempio, attendono Hiram nel posto dove era solito passeggiare durante la pausa del pranzo e tentano in tutti i modi di farlo parlare; visto però andato a vuoto ogni tentativo di conoscere la Parola di Passo, il primo degli apprendisti colpisce Hiram alla gola (il centro di formazione della parola) con una riga di ferro, il secondo apprendista lo colpisce al cuore (dove nasce ogni sentimento) con una squadra, infine il terzo sferra un colpo in mezzo alla fronte (centro del pensiero) con un maglietto. Completato il tempio, i muratori eressero Hiram a loro simbolo, diffondendo in tutto il mondo la parola del loro Maestro. Fra le teorie relative alla nascita della Massoneria quella che si richiama ai Rosa+Croce merita un'attenzione particolare, non per una sua maggiore o minore fondatezza rispetto alle altre, ma perché il Rosacrocianesimo, ovvero quel complesso di istituzioni che, nel tempo, si sono autoproclamate eredi della tradizione rosacrociana, dal XIX secolo ha avuto con la Massoneria continentale dei contatti in alcuni casi molto stretti. Con il termine Rosa+Croce si è comunque soliti identificare una delle più conosciute, ma anche più misteriose società di Illuminati; della quale si iniziò a parlare nel 1614, in Germania, per via della pubblicazione di un’opera ormai diventata famosa, la Fama Fraternitatis.
Si trattava in realtà dell’appendice ad una operetta anonima intitolata La Riforma del Mondo, ma il testo della Fama Fraternitatis si spingeva oltre quell’operetta satirica, affermando che l’uomo era ormai giunto al punto di potersi dare il perfetto ordine sociale, e che tale ordine era stato ideato molto tempo prima da un cavaliere tedesco, Christian Rosenkreutz, nato nel 1378 e morto in Marocco nel 1484, all’età di 106 anni.
Durante i suoi viaggi, il cavaliere era venuto in possesso dei segreti dell’Alchimia e della Pietra Filosofale, ma al suo ritorno in Europa si era accorto che il popolo non era ancora maturo e si era ritirato a vita privata trasmettendo la sua scienza solo a tre fidati discepoli che, a loro volta, la trasmisero ad altri. La Fraternità non superò mai gli otto elementi e custodì gelosamente gli insegnamenti ricevuti; nel 1604, un Fratello scoprì in Marocco la tomba del Maestro e sulla tomba trovò incisa la frase “Post CXX annos patebo”, (mi mostrerò dopo 120 anni); quello era il segnale che spinse i Fratelli della Rosa+Croce a rendere palese il loro insegnamento; la Fama Fraternitatis si concludeva con un invito rivolto a tutti affinché manifestassero il loro appoggio all’opera di rinnovamento politico e spirituale appena iniziata. L’anno successivo, sempre a Cassel, dove si trovò affisso il manifesto della Fama Fraternitatis, apparve un nuovo manifesto dal titolo Confessio Fraternitatis, nel quale si sosteneva l’universale sapienza raggiunta dai fratelli della Rosa+Croce grazie alle loro continue comunicazioni con gli Angeli e con gli Spiriti; si sosteneva inoltre la necessità di mantenere ancora segreta parte dei loro insegnamenti e si invitava a leggere la parola di Dio. Tolte queste due manifestazioni della Fratellanza, tutto il resto rimane avvolto nel mistero; nessuno si dichiarò mai apertamente come Fratello della Rosa+Croce, nessuno vide mai o ebbe rapporti con un appartenente alla Fratellanza; sorsero molti dubbi sulla sua reale esistenza e si accesero accaniti dibattiti tra i dotti dell’epoca. La Casa dello Spirito Santo, sede della Fratellanza, non venne mai trovata e probabilmente questo termine indicava un luogo più spirituale che materiale, neanche le investigazioni condotte da Cartesio sulla reale esistenza della Fratellanza diedero sufficienti risposte e il mistero sulla Rosa+Croce restò tale fino ad oggi. Anche se la comunità originale rimase e continua a rimanere sospesa in un impenetrabile alone fantastico, dove verità e fantasia si mescolano offuscando spesso una seria ricerca storica, il nome Rosa+Croce venne assunto da diverse associazioni, soprattutto in Germania, Francia e Inghilterra tra i secoli XVII e XVIII. Si fregiarono così di tale appellativo organizzazioni collegate alla Massoneria ma anche singole personalità; il fascino evocato dalla mistica Fratellanza continua ancora oggi, dove molti gruppi si dichiarano apertamente eredi degli antichi insegnamenti, o comunque vicini spiritualmente alla prima manifestazione della Rosa+Croce originariamente rivelatasi in Germania.
I clamori suscitati dalla Confessio Fraternitatis svanirono pian piano nel tempo e sulle sorti della Fratellanza si seppe ben poco, secondo una antica tradizione i Fratelli si ritirarono in India in attesa di tempi più propizi alla loro successiva manifestazione pubblica.
Le opinioni storiche più attuali riguardo ad un possibile accostamento tra Rosa+Croce e Massoneria si basano su due convinzioni: escludono innanzitutto la coincidenza delle due associazioni e allo stesso modo l’ipotesi stessa che la Massoneria possa derivare da una filiazione Rosacruciana se non addirittura dallo stesso movimento esoterico. Unico accostamento potrebbe essere una certa ispirazione da parte dell’autore della Fama Fraternitatis e degli altri testi agli statuti della Massoneria operativa; è infatti accertato che i manifesti della Confraternita suscitarono molta curiosità in Inghilterra e che questa curiosità coinvolse molti elementi e personaggi con spiccati interessi esoterici, quegli stessi elementi che venivano considerati come “Accettati” all’interno delle Logge durante il periodo di passaggio della Massoneria da operativa a speculativa. In tal senso molti hanno accostato la figura di Christian Rosenkreutz, fondatore e ispiratore della Rosa+Croce, con la leggenda Massonica di Hiram, ma queste assonanze simboliche e filosofiche sono comunque da provare. Ultima riflessione che allontana maggiormente la tesi della Massoneria sorta come filiazione della Confraternità Rosacruciana è la totale estraneità nelle istituzioni della Libera Muratoria di forme di cospirazione politica che erano invece proprie dei Rosa+Croce . Come abbiamo visto, la maggior parte degli storici concorda con la data del 24 giugno 1717, festa di San Giovanni Battista, per quanto riguarda la nascita della Massoneria, ma cosa accadde esattamente? Quel giorno i responsabili di quattro Logge londinesi si riunirono nella locanda “All'oca e alla graticola”, e alla fine dei lavori fu decretata la costituzione della Grande Loggia Madre, destinata a diventare il punto di riferimento per tutte le associazioni libero-muratorie, alle quali avrebbe garantito la regolarità dal punto di vista statutario e simbolico. Ma in cosa consistevano esattamente queste Logge? Il termine (lodges in inglese e loges in francese), veniva usato durante il Medioevo per indicare i luoghi allestiti nei cantieri preposti alla costruzione delle grandi cattedrali, cioè i luoghi dove le maestranze edili, riunite sotto forme di associazionismo corporativo, prendevano i pasti in comune, si riparavano dal maltempo e discutevano dei problemi legati al lavoro. Partendo dagli scenari dei cantieri medioevali, è possibile anche desumere il significato del termine Massoneria (termine che soprattutto in Italia ha sostituito gradualmente quello di Framassoneria o Franca-Massoneria): con il vocabolo free stone si era soliti indicare in Inghilterra un tipo particolare di pietra che si prestava in maniera particolare all'intervento del tagliatore; da questa associazione nacque il termine free-mason proprio per identificare colui che eseguiva questi particolari lavori. I due termine di origine inglese vennero a loro volta tradotti in Francia rispettivamente con pierre franc e franc-maçon. Le categorie dei Liberi Muratori, che si distinguevano da quelle dei semplici muratori per un più alto grado di specializzazione tecnica, mantennero viva nei secoli la tradizione del corporativismo, anche dopo il tramonto della stagione gotica, obbedendo a statuti interni più o meno connotati dalle varie realtà locali e continuando a chiamare “Logge” le loro associazioni. Solo dopo lo sviluppo della Massoneria moderna, a partire dal1717, il termine venne usato per indicare sempre dei luoghi di riunione, ma con caratteristiche strutturali e scopi completamente diversi da quelli che venivano allestiti nei cantieri medioevali. Fino al 1717 si era soliti infatti tenere le adunanze nelle locande, una situazione simile a quella che poi vide la nascita della Gran Loggia di Londra; d’altra parte la locanda, era un'ambientazione fisica molto vicina alla fisionomia sociale delle antiche Logge inglesi. La Massoneria fu quindi, inizialmente, una istituzione prevalentemente di stampo anglosassone, un creazione corrispondente al momento storico, ai bisogni sociali dell’epoca.