ROBERTO LA PAGLIA

 

L’OMBRA DELLA SVASTICA SULL’AQUILA AMERICANA

© Roberto La Paglia

 

 

Chi finanzia le guerre? Chi le vince veramente? Spesso il sangue e gli ideali dei soldati servono una bandiera nascosta e sorda ai problemi umanitari, quella del denaro e della facile ricchezza. Questa è una delle tante storie che non ci vogliono raccontare.

 

Hitler, l’ascesa al potere e un insospettabile alleato.

Le voci di un possibile collegamento tra gli Stati Uniti, o meglio tra potenti famiglie americane e la macchina da guerra messa in piedi dal Nazismo, circolano ormai da decenni; la storia non è sempre quella che ci viene raccontata e spesso, è quella che non vorremmo mai sentire.

Pensare che una o più delle tante famiglie forti americane si sia potuta arricchire collaborando in qualche modo con la follia nazista, potrebbe anche non destare stupore, ma scoprire che il nonno del presidente degli Stati Uniti d’America era direttore e azionista di una società coinvolta con i finanziatori della Germania nazista, implica un più attento esame della questione e una maggiore riflessione. Pensare ad un paese che si è assunto l’onere di portare la democrazia nel mondo porta inevitabilmente a descriverlo come esempio della stessa democrazia che vuole esportare; questo significa valori di libertà, di libera convivenza, comprensione e disponibilità verso i meno fortunati; può un paese esprimere questi valori quando uno dei suoi massimi rappresentanti è stato insignito di una decorazione nazista?

Prescott Sheldon Bush, morto nel 1972, è stato senatore in rappresentanza del Connecticut e banchiere di Wall Street per la Brown Brothers Harriman. Si tratta del padre di G. H. W. Bush, quarantunesimo Presidente degli Stati Uniti, e il nonno di G. W. Bush.

Il 6 agosto 1921 sposò Dorothy Walker, la figlia di George Herbert Walker.

Così come lo furono in seguito i suoi discendenti, fu membro della Skull & Bones, società che gli permise di entrare in contatto con le famiglie Harriman e Walker, formatesi anch’esse a Yale. L'unione con Dorothy Walker, figlia del ricco industriale George Herbert Walker, non era destinata a generare solo molti figli, ma anche grandi affari tra il clan dei Bush e quello dei Walker (sempre sotto l'ala protettrice degli Harriman e dei Rockfeller).

L’Archivio Nazionale degli Stati Uniti diventa a questo punto una miniera preziosa di informazioni e vale la pena di raccontare questa storia, una storia che nessuno vorrebbe mai ascoltare.

 

Società compiacenti.

Il 20 ottobre 1942, dieci mesi dopo la dichiarazione di guerra al Giappone e alla Germania da parte degli Stati Uniti, il presidente Roosevelt ordinò la confisca delle azioni della Union Banking Corporation in quanto accusata di avere concesso finanziamenti a Hitler e di avere ceduto quote azionarie a importanti gerarchi nazisti. La Union Bank era proprietà della Brown Brothers Harriman, e Prescott Bush ne era allora azionista e direttore. La UBC intratteneva inoltre forti relazioni d'affari col magnate tedesco dell'acciaio Thyssen, anche lui accusato di finanziare il Führer. Si trattava di una questione del massimo interesse, considerato che, dopo essere salito al potere nel 1933, Hitler aveva decretato l'abolizione del debito estero tedesco, contratto in larga parte in seguito al trattato di Versailles.

La Germania, che aveva perso la guerra, doveva pagare le spese belliche proprie e dei vincitori, e aveva accumulato un ingente debito estero. Il disimpegno delle autorità tedesche ad onorare le obbligazioni emesse, aveva isolato la Germania dal credito internazionale.

La famiglia Harriman e il suo socio Prescott Bush si incaricarono di effettuare presso la borsa di Wall Street le operazioni necessarie affinché tramite Franz Thyssen e Friedrich Flick, grande amico di Himmler, Hitler potesse avere parziale accesso a crediti internazionali, senza i quali non sarebbe mai riuscito a finanziare le importazioni richieste dalla sua industria bellica.

Il 28 ottobre 1942, Roosevelt ordinò la confisca delle azioni di due compagnie statunitensi che contribuivano ad armare Hitler, la Holland American Trading Corporation e la Seamless Equipment Corporation, entrambe amministrate dalla banca di proprietà della famiglia Harriman, di cui era allora direttore Bush. L’8 novembre 1942 ancora una confisca, in questo caso si trattava Silesian-American Corporation, gestita ormai da diversi anni da Prescott Bush e da suo suocero George Walker.

La stretta collaborazione che legò Hitler al nonno e al bisnonno dell'attuale presidente George Bush, non risulta però essere così recente e si può benissimo far risalire a diversi anni prima dall'ascesa del nazismo al potere. Oltre che con Hitler la famiglia Harriman, Prescott Bush e George Walker avevano stabilito legami anche con Mussolini, ma i dati più “interessanti” riguardano l'accordo con la German Steel in base al quale essi fornivano a Hitler il 50,8 per cento dell'acciaio da cui si ricavavano gli armamenti del Terzo Reich, il 45,5 per cento dei condotti e delle tubature della Germania nazista e il 35 per cento del materiale esplosivo con cui Hitler avrebbe in seguito sterminato molti dei suoi nemici.

 

Industrie di guerra.

Prescott Bush intratteneva rapporti con il magnate tedesco dell’acciaio Franz Thyssen, ma chi era realmente quest’uomo e cosa si celava dietro la sua grande fortuna?

La ThyssenKrupp è attualmente l'azienda europea leader nel campo dell'acciaieria e della siderurgia ma la sua grande fortuna economica ebbe inizio con la produzione di cannoni per l'esercito del secondo Reich.

L’avvento della Seconda Guerra Mondiale vide confrontarsi due grandi colossi industriali, una era la stessa Thyssen, l’altra la Krupp, l’unione di queste due potente economiche produsse i migliori Panzer tedeschi.

Nel dopoguerra le due industrie si unirono totalmente e oggi producono ascensori, veicoli militari, e si occupano di industria navale.

La famiglia Krupp rappresenta ancora oggi una importante dinastia tedesca con più di 400 anni di storia, che divenne famosa per la produzione di acciaio e per le fabbriche di munizioni e armamenti. L'azienda era meglio nota come Friedrich Krupp AG Hoesch-Krupp e nel 1999 si fuse con la Thyssen AG dando vita alla ThyssenKrupp AG, una conglomerata industriale.

La Krupp produsse carri armati, cannoni, munizioni e armamenti per l'esercito tedesco e fu anche responsabile dello spostamento degli stabilimenti dai territori della Germania occupati dagli Alleati verso la fine della guerra.

Anche se il dibattito sulla convivenza della famiglia Bush con gli alti vertici del Nazismo, ha assunto spesso caratteri di pettegolezzo in campagna elettorale, i nuovi documenti declassificati dimostrano chiaramente come l’America intrattenesse già rapporti commerciali con la Germania pur essendo a conoscenza, attraverso i rapporti dei servizi segreti, della politica e delle mire espansionistiche di Hitler.

 

Affari sporchi.

Pur non esistendo alcuna prova che Prescott Bush fosse in qualche modo solidale con la causa nazista, esistono molti fatti che lo riconducono in ogni caso dentro una rete di convivenze che facilitavano l’espandersi del nazismo; la Brown Brothers Harriman non era semplicemente una società, fungeva in realtà come base americana per l’industriale tedesco Fritz Thyssen, e per questa società lavorava Prescott Bush: in poche parole, forse non era idealmente vicino ai nazisti ma ne conosceva i piani e, indirettamente, li favoriva.

Bush è stato direttore a New York della UBC, la stessa corporazione bancaria che rappresentava gli interessi della Thyssen negli Stati Uniti; è stato inoltre nel consiglio di amministrazione di almeno una delle società americane che facevano capo alla Thyssen, e la sua collaborazione continuò anche dopo l’ingresso in guerra dell’America.

Ma questi controversi rapporti economici non si basavano soltanto su finanziamenti e materiale bellico, esisteva una vasta rete commerciale che abbracciava anche lo sfruttamento del petrolio, dei prodotti chimici e un nuovo potenziale cliente, la Russia.

Prima che scoppiasse la seconda guerra mondiale, un accordo di joint venture legava una industria di proprietà della famiglia Rockefeller, la Standard Oil, alla IG Farben, un'imponente industria chimica tedesca. Molti degli stabilimenti comuni ai due colossi industriali si trovavano nelle immediate vicinanze dei campi di concentramento nazisti e sfruttavano il lavoro dei prigionieri per produrre un’ampia gamma di prodotti chimici; tra questi figura tristemente il Cyclon-B, un gas letale molto diffuso nei lager per sterminare le stesse persone che erano costrette a produrlo. Nonostante il bombardamento sistematico con cui rasero al suolo moltissime città tedesche durante la guerra, le truppe statunitensi agirono sempre con estrema cautela quando si trattava di colpire zone in prossimità di questi stabilimenti chimici. Nel 1945 la Germania era sotto un cumulo di macerie ma, casualmente, gli stabilimenti erano tutti intatti.

Fatti gravi, dei quali nessuno sembra ricordarsi, neanche le biografie ufficiali delle persone compromesse, eppure tutto questo è accaduto proprio mentre centinaia di uomini morivano in nome della libertà; fatti documentati che si trovano sotto gli occhi di tutti sia presso la biblioteca del Congresso di Washington sia nell’Archivio Nazionale presso l’Università del Maryland.

La prima serie di documenti indica inequivocabilmente Prescott Bush come azionista delle società implicate con il nazismo, la seconda serie registra tutte le fasi dei sequestri aziendali, evidenziando come alla data del 20 Ottobre 1942 Bush fosse ancora saldamente in carica.

Prescott fu il fondatore della famiglia Bush e delle sue fortune, venne considerato anche come probabile candidato presidenziale, frequentò Yale e aderì alla Società Skull and Bones, dalla quale stranamente sono venuti fuori quasi tutti gli uomini che detengono il potere mondiale.

 

Misteriosi legami.

 

 

 

Nonostante esista un luogo comune nel riconoscere l’America come stato altruista e pronto a lottare per il bene comune, l’immagine di questo paese prima del suo ingresso nella Seconda Guerra Mondiale e subito dopo, non è esattamente quella che ci viene storicamente tramandata; esistevano già profondi legami con quello che sarebbe diventato in seguito il nemico da combattere, il nazismo; esistevano interessi economici non indifferenti che si sono prolungati anche dopo la fine della guerra, esistevano misteriosi legami che rallentavano una decisa presa di posizione contro lo sterminio operato da Hitler.

Di questi legami esistono tracce anche in tempi recenti e le strane connessioni che caratterizzarono quel periodo rimangono l’espressione del potere che il denaro riesce a creare, oltre ogni ideale o sentimento di pace mondiale.

Quando nel 1980 venne eletto presidente George Bush senior, fece il suo ingresso in scena anche un misterioso personaggio, William Farish III, incaricato di amministrare e gestire tutti i  beni del neo presidente. I Bush avevano già da vecchia data un forte sodalizio con la famiglia  Farish, un sodalizio che risale a prima dello scoppio della seconda guerra mondiale: William Farish dirigeva negli Stati Uniti il cartello formato dalla Standard Oil of New Jersey e dalla IG Farben di Hitler. Fu proprio in conseguenza di questo consorzio che si decise l'apertura del campo di concentramento di Auschwitz nel 1940, allo scopo di produrre gomma sintetica e nafta dal carbone. Questa notizia, all’epoca, venne diffusa dalla stampa e il Congresso statunitense apri un’inchiesta, ma l’unico risultato fu la condanna del il direttore esecutivo della Standard Oil, William Farish I.

Nel 1932, presso il Museo Americano di Storia Naturale di New York, si tenne il Terzo Congresso Mondiale di Eugenetica o, detto più crudementesi discusse intorno al concetto di "igiene razziale". Nonostante le forti proteste della comunità afroamericana, i lavori si svolsero senza particolari intoppi, ma la cosa più sorprendente è che a finanziare questi lavori furono alcuni membri della famiglia Harriman, i quali dal 1910 effettuavano cospicue donazioni destinate a creare un comitato scientifico per lo studio delle razze e ad aprire una succursale americana del Dipartimento di Informazione Eugenetica.

George Herbert Walker Bush, detto "Bert", bisnonno di George W. Bush, accompagnava spesso gli Harriman alle corse dei cavalli, durante le quali, insieme ad altri membri delle famiglie Bush e Farish, si discuteva degli incroci genetici a cui sottoporre sia i cavalli che gli esseri umani.

Proprio in questa occasione arrivarono a New York i maggiori ideologi del nazismo, tutti regolarmente ospitati su aerei di una compagnia di proprietà dello stesso Bush; tra quegli "scienziati" vi era anche il principale fautore delle teorie razziste durante il regime di Hitler, lo psichiatra Ernst Rüdin, che conduceva contemporaneamente a Berlino studi sulle razze finanziati dalla famiglia Rockefeller.

Dopo la fine della seconda guerra mondiale, il movimento eugenetico riprese vita negli Stati Uniti, più precisamente nel North Carolina, sfruttando importanti contatti con la Corona britannica.

Il 7 marzo del 1938, Prescott Bush venne insignito della croce al merito dell'Ordine dell'Aquila germanica, terza classe; la motivazione: avere fortemente finanziato, con la sua banca, il NDSAP, il partito nazionalsocialista.
Il certificato di conferimento dell’onorificenza verrà firmato da Hitler e dal suo segretario di Stato Otto Meissner.

Tutta questa documentazione è conservata negli archivi del Dipartimento della Giustizia USA, insieme a una ingiunzione delle autorità americane a nonno Bush, datata 1942, a cedere le azioni di una banca legata al Terzo Reich!

Ma non fu soltanto Bush ad essere decorato dai nazisti...............

Thomas Watson,  fondatore della International Business Machines, ossia della IBM, decorato con l’Aquila Tedesca di prima classe; decorato per aver fornito nel 1937, ai nazionalsocialisti, un enorme sistema di macchine contabili IBM a scheda perforata che servirono ai censimenti, alla contabilità e ad altre operazioni del regime, fra cui la schedatura di ebrei, comunisti e sospetti avversari interni da parte della Gestapo.



 

 

Fonti:

 

Wikipedia Italia

www.aspeninst.org

New York Times Index, www.nytimes.com.