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PSICOMETRIA |
Il termine
"Psicometria", da molti conosciuto anche come "Psicoscopia",
indica il fenomeno per il quale un sensitivo, toccando un oggetto, che può
anche essere in carta o chiuso in una scatola, ne racconta la storia o descrive
gli episodi a cui l'oggetto stesso fu presente.
CARATTERISTICHE DELLA PSICOMETRIA
Nell'attività
psicoscopica il sensitivo può essere in stato di trance profonda come in quello di veglia apparente.
Spesso nel
primo caso il sensitivo s'immedesima nella storia rievocata dell'oggetto e parla
in prima persona con un evidente fenomeno di personificazione (sdoppiamento
della personalità); altrimenti assiste passivamente alle scene rievocate e le
descrive senza prendervi parte.
PSICOMETRIA E
CHIAROVEGGENZA
La psicometria viene distinta almeno formalmente
dalla “chiaroveggenza tattile” in quanto in questo caso l’oggetto
“induttore”, appartenuto alla persona (scomparsa), serve solamente per porre
in qualche modo “in contatto” quest’ultima con il sensitivo, che quindi
riesce a ricostruire per chiaroveggenza fatti e situazioni ai quali l’oggetto
comunque non è stato presente, in qualche caso particolare anche situazioni
future (preveggenza). Nell’eventualità della psicometria l’oggetto
logicamente è sempre presente nelle situazioni descritte dal sensitivo e/o
sempre portato con sé dal suo proprietario e favorisce unicamente un fenomeno
di “retrocognizione”, vale a dire conoscenza del passato.
I
GRANDI DELLA PSICOMETRIA
Soggetti
molto importanti sono stati Maria Reyes de Zierold, studiata attentamente da
Gustav Pagenstecher, il più noto Gerard Croiset, nonché l’italiana
Alessandra Bajetto, studiata qualche decennio or sono da qualificati membri
della Società Italiana di Parapsicologia, oggi non più attiva.
PSICOMETRIA E
STUDI SCIENTIFICI
La
maggior parte degli studiosi accetta tendenzialmente ancor oggi l’ipotesi
cosiddetta dell’ “impregnazione” avanzata a suo tempo da Joseph Rhodes
Buchanan e William Denton, ossia i due studiosi americani che hanno posto in
evidenza il particolare fenomeno nella seconda metà dell’Ottocento.
L’oggetto, in tale prospettiva esplicativa, sarebbe per l’appunto
misteriosamente “impregnato” da esperienze, storie ed emozioni passate,
ancora da non meglio precisate “emanazioni vitali”, “irradiazioni
psichiche”, “vibrazioni sensibili”.
PSICOMETRIA AMBIENTALE
Un
caso particolare di psicometria è quella cosiddetta “di ambiente”. In
questo caso è l'ambiente stesso che costituisce l’oggetto. Così fanno
supporre diverse descrizioni riportate accuratamente nella letteratura
specializzata che indicano soggetti, probabilmente in possesso di una
particolare e specifica sensibilità per il fenomeno - in grado di avere una
visione estremamente veritiera di un panorama come era effettivamente nel
passato, senza che essi, in alcun modo, abbiano avuto alcun
trasporto reale o fisico nell'epoca descritta. Particolare caratteristica
del fenomeno appena descritto è che, nelle sue forme maggiormente eclatanti,
scompare completamente il panorama visivo e uditivo del presente.
La psicoscopia d’ambiente, come fenomeno a sé stante, è stato registrato fin dall’antichità. Pausania, nel Lib. I, assicura con enfasi che, quattrocento anni dopo la sanguinosa battaglia avvenuta a Maratona, si udivano ancora distintamente nel luogo i gemiti di dolore dei combattenti e i nitriti dei cavalli caduti, insieme a tutti i frastuoni della terribile battaglia. Tale fatto, tra l’altro, venne rievocato efficacemente dal poeta Foscolo in un passo mirabile di: I sepolcri.