IL CASO ROSWELL

Insieme all'Area 51, Roswell e' di certo il caso più conosciuto tra i ricercatori e quanti si appassionano di Ufologia; recentemente la US AIR FORCE (l'aviazione militare statunitense) ha dichiarato il caso Roswell definitivamente chiuso affermando che l'oggetto precipitato non era altro che un pallone da alta quota e gli alieni rinvenuti dei semplici manichini, in poche parole si trattava soltanto di un “esperimento".

Possiamo credere a questa spiegazione?

Alla luce di quanto finora riportato in effetti la spiegazione delle autorità americane sembra abbastanza inconsistente, ma sarà bene partire dall’inizio: nei primi giorni del Giugno 1947, alcuni abitanti di Roswell (New Messico), dichiararono di aver visto degli strani oggetti muoversi di notte nel cielo; le testimonianze a questo riguardo appaiono però abbastanza confuse ed e' impossibile affermare con sicurezza che si trattasse effettivamente di Ufo. L'8 Giugno dello stesso anno, il Roswell Daily Record pubblicò un articolo riguardo uno di questi avvistamenti (quello risalente al 2 Giugno); nell'articolo si parlava dei coniugi Wilmot che erano stati testimoni dell’avvistamento di un grande oggetto lampeggiante che si muoveva nel cielo ad una velocità elevata;  l'avvistamento duro' circa 1 minuto, l'oggetto era di forma ovale e lampeggiava con una luce intensa. Il signor Wilmot affermo' di non aver sentito nessun rumore particolare durante tutto l’avvistamento, mentre nella dichiarazione della moglie si parla di un suono simile ad un sibilo  durato però qualche istante. I signori Wilmot erano una delle coppie più rispettate e in vista di tutta Roswell; non fecero alcuna dichiarazione subito dopo l’accaduto e rimasero in silenzio cercando qualche altra persona che avesse assistito come loro a quello strano fenomeno. Soltanto il 7 giugno si decisero a parlare e l'articolo fu' pubblicato il giorno dopo. Della testimonianza dei coniugi Wilmot si occupò anche J.Allyn Hynek, per conto del progetto Grudge (Blue Book). Nonostante la particolarità dell’avvenimento, il racconto dei Wilmot faceva pensare più all’avvistamento di un meteorite, e le stesse descrizioni rilasciate dai coniugi si adattano in effetti ad eventi del genere; a rendere ancora più complicata la vicenda ed a favore dell’ipotesi del meteorite precipitato, seguirono dopo pochi giorni varie testimonianze da parte di persone diverse, tutte in riferimento allo stesso giorno dell’avvistamento effettuato dai coniugi Wilmot.

William Woody affermo' di aver visto proprio un meteorite muoversi nel cielo e scomparire dietro l'orizzonte precipitando; due suore che lavoravano nel locale ospedale di Saint Mary, Madre Superiora Mary Bernardette e Suora Capistrano, raccontarono di aver visto una luce brillante muoversi nel cielo tra le 11:00 e le 11:30 del mattino; una dichiarazione più recente, quella di un ex Caporale dell'esercito, parla di un oggetto muoversi nel cielo emanando una luce arancione, un oggetto  grande quanto la luna.

Rileggendo tutte le dichiarazioni, vecchie e recenti, è facile desumere che tutte le persone coinvolte abbiano visto una semplice meteora nelle sue caratteristiche principali e secondo vari passaggi nell'atmosfera terrestre. Il destino però è spesso bizzarro e imprevedibile, e la certezza che si trattasse di un meteorite venne ben presto messa seriamente in discussioni dagli eventi che accaddero in seguito: il signor William Brazel, durante l’estate del 1947, lavorava nella fattoria dei signori Foster, fattoria che si trovava fra la città di Roswell e quella di Corona. Fu proprio lo stesso Brazel a scoprire alcuni detriti di un disco volante precipitato proprio da quelle parti.  I tempi e le modalità della scoperta non vennero resi subito noti, anche se esistono le testimonianze in merito rilasciate dal figlio maggiore, Bil Brazel, secondo il quale la sera dello stesso 2 Giugno suo padre era all'interno della fattoria con gli altri figli quando all'improvviso si udì un forte boato simile al suono emesso da un fulmine. Insieme al rumore ci fu una tremenda esplosione e bagliori di luce nel cielo.

Impaurito ma allo stesso tempo incuriosito, William Brazel si portò con il suo camion sul luogo e riuscì a raccogliere alcuni frammenti, quindi ritornò alla fattoria; anche in questo caso le informazioni sono però abbastanza confuse, non è mai stato accertato ad esempio se il terreno fosse bruciato oppure no e gli stessi figli, che in un primo momento confermarono tutta la storia, in seguito dichiararono che il padre viveva da solo nella fattoria. In seguito vennero fuori altre versioni dei fatti, come quella che vede Blazer scoprire i resti soltanto il giorno dopo ed in compagnia della figlia, oppure la stessa dichiarazione della figlia che parla di spesse lame in alluminio alcune recanti delle scritte o disegni. Questo particolare delle scritte o strani disegni sui resti ritrovati è confermato anche da alcuni amici di Brazel, Floyd e Loretta Proctor, genitori di Timothy, che sembra fosse presente al ritrovamento ma troppo piccolo all’epoca per ricordare.

La notizia venne pubblicata dal Roswell Daily Record (il 9 di giugno), supportata da una intervista a Brazel, nella quale venivano rivelati ulteriori particolari in merito al ritrovamento; tra le altre cose l’intervistato si diceva convinto di essersi imbattuto nei resti di un disco volante precipitato, o comunque di una macchina non creata dall’uomo;  all'epoca di questi fatti nessuno aveva ancora una precisa idea di cosa fosse esattamente un Ufo e venne addirittura messa una taglia di 3000 dollari per ogni singolo reperto rinvenuto nell'aria del crash, ma quest’ultima iniziativa non fu presa mai in considerazione da nessuno. Arriviamo così al 7 Giugno 1947, giorno nel quale Jesse A. Marcel, un ufficiale della RAAF (Roswell Army AirForce), convocato dallo sceriffo Wilcox e insieme al collega ufficiale Sheridan Cavitt, si reca sul luogo del crash per vedere quanto ci fosse di vero in tutte quelle storie; in una intervista rilasciata un anno prima di morire (1979), Marcel dichiarò di conoscere a perfezione qualsiasi pallone o aereo usato dalla aviazione militare e civile e che i resti osservati nell’area di Roswell non appartenevano ad alcun veivolo conosciuto, pallone, missile o altre cose simili. Si trattava di materiali sconosciuti all’uomo, resistenti a qualsiasi  pressione o colpo ed assolutamente ignifughi; lo stesso giorno, intorno alle 16:00, Lydia Sleppy,  inizio' a diffondere dalla KSWS (una radio locale di Roswell), la notizia che i resti di un oggetto non identificato erano stati ritrovati vicino la fattoria dei Foster; la trasmissione venne bruscamente interrotta dall'intervento dell’ FBI.

I resti portati alla base dell'aviazione militare vicino Roswell da Marcel e Cavitt, furono esaminati dal Colonello Blanchard, che in seguito ordino' al Tenente Walter Haut di organizzare un incontro con la stampa e di dichiarare che l'esercito aveva ritrovato i resti di un oggetto volante non identificato che si era schiantato al suolo in circostanze misteriose.

Fu informato anche il Generale Clemence McMullen, che nello stesso giorno (qualche ora dopo la conferenza stampa), comunico' al Generale Roger Ramey (della vicina base di Fort Worth) di organizzare un'altro incontro con i giornalisti e di coprire la storia dell'oggetto volante dichiarando che in realtà si trattava di un pallone da alta quota. Fu anche ordinato di spedire alcuni dei reperti trovati direttamente a Washington.

Nello stesso pomeriggio ci fu la seconda conferenza stampa tenuta dal Generale Ramey stesso il quale dichiarò quanto riferito dal Generale McMullen mostrando alcune immagini di un pallone danneggiato e affermando che questo sarebbe volato proprio sopra la zona del ritrovamento. Inutile dire che quelle immagini non avevano nulla a che fare con tutto il fatto.

La notizia si sparse rapidamente in tutta l'America, dividendo la stampa   tra coloro che riportarono la storia come un incidente durante un esperimento dell'aviazione e quelli che scrissero la storia dell'oggetto misterioso precipitato al suolo; motivo di questa divisione fu che alcuni giornali uscivano anche nel pomeriggio. Tra quelli che abbracciarono la versione “aliena” dei fatti: il Chicago Daily News, Los Angeles Herald Express, San Francisco Examiner,  Roswell Daily Record; la notizia orchestrata del pallone venne invece riportata dal New York Times, Washington Post e dal Chicago Tribune il giorno seguente.

L’operazione di “pulizia” finale venne portata a termine il giorno dopo; una squadra di soldati fu inviata sul luogo del crash per recuperare tutto il materiale, si stima che la parte centrale dell’UFO venne rinvenuta ad un miglio o due dall’area vera e propria dell’impatto, mentre i corpi degli occupanti ancora ad un paio di miglia lontani dall’oggetto. I militari presero in consegna William Brazel per circa una settimana, quando venne rilasciato negò apertamente ogni sua dichiarazione fatta nei giorni precedenti ed ammise pubblicamente di essersi confuso su tutta la storia!