I MISTERI DELLA SFINGE

Intorno al 1400 a.C., il Faraone Tutmosi IV si accingeva a far disseppellire dalle sabbie del deserto l'enigmatica Sfinge, obbedendo ad un preciso ordine ricevuto in sogno. L'avvenimento venne commemorato ponendo fra le zampe dell'enorme scultura una stele di pietra, con una iscrizione, ancora oggi esistente anche se parzialmente cancellata dagli eventi atmosferici.

La stele venne portata alla luce nel 1818 e nella tredicesima riga era ancora possibile leggere il nome di Chefren; da questa lettura e dalle dichiarazioni di alcuni egittologi, nacque la teoria, oggi ufficiale, che la Sfinge sia il ritratto di Chefren e che da questo venne fatta costruire. Ma corrisponde al vero tale affermazione? E' innanzitutto importante notare che questa teoria non fu subito accolta dagli studiosi, gli archeologi del tempo, infatti, erano concordi nell'indicare Chefren come un Restauratore al pari di Tutmosi e non come colui che ne fece intraprendere la costruzione. Nel 1904, Sir E. A. Budge, direttore del British Museum, dichiarò ufficialmente  che la Sfinge era già molto più antica del periodo di Chefren, mentre l'egittologo americano J. H. Breasted, nel 1905, fece notare che il legame con il Faraone era estremamente tenue visto che non esisteva traccia di cartiglio intorno alla sillaba Chef scolpita sulla stele.

Nonostante tutto, la moderna egittologia continua a considerare la Sfinge come un manufatto voluto da Chefren, spesso con nuove rivelazioni che rivelano più una volontà di attestare a tutti i costi questa ipotesi che non un sano spirito di ricerca; dire che la Sfinge sia del periodo di Chefren perchè vicino vennero ritrovate alcune statue rappresentanti il Faraone è una vistosa forzatura storica, lo stesso discorso vale per la teoria che il manufatto ritragga il volto del Faraone, teoria definitivamente smontata dal detective Frank Domingo, del servizio giudiziario della polizia di New York nel 1992.

Chi dunque costruì la Sfinge? E perchè?

Presso gli antichi egizi era opinione comune che il monumento esistesse già ancor prima delle Piramidi; resta inoltre non ancora del tutto risolta la questione delle erosioni, intimamente legata all'età del misterioso monumento. I primi rilievi operati nel 1978, dimostrarono che i segni di erosione che appaiono sulla Sfinge vanno dall'alto verso il basso, ovvia conseguenza di abbondanti piogge; essendo notoriamente il monumento quasi seppellito dalle sabbie, tanto che due Faraoni dovettero impiegare notevoli mezzi e uomini per riportarlo alla luce, resta da stabilire in quali epoche la Sfinge sia stata così esposta agli eventi atmosferici, visto che in Egitto, secondo il ricercatore John Anthony West, non ci sono piogge abbondanti da prima della fine dell'ultima grande Era Glaciale, cioè intorno al XI millennio a.C.

Resta da dire che i segni di erosione rilevati sulle tombe reali di Saqqara, considerate dalla moderna egittologia, molto più antiche della Sfinge, non rivelano segni di erosione così avanzata come quelli rilevati sul manufatto, e questo nonostante i mattoni che compongono le tombe siano a secco, ovvero di un materiale molto più fragile del calcare con il quale è stata scolpita la stessa Sfinge.

Alla luce di queste rivelazioni, e sono soltanto alcune per ragioni di spazio, è plausibile supporre che la Piana di Giza fosse già un centro religioso ancor prima della costruzione delle Piramidi e che queste ultime vennero erette in quel luogo proprio per questo motivo; dobbiamo quindi supporre che una civiltà molto più complessa di quella che oggi ci viene restituita dagli egittologi, esistesse già in quei luoghi, il misto continua.................!