I
MEDIUM
Che cos'è
un medium?
La parola è
latina e significa "mezzo". Il medium, dunque, è un tramite, uno
strumento, un canale mediante il quale è possibile stabilire un collegamento
tra il piano fisico e i piani di esistenza superiori.
CENNI
STORICI
Il concetto
di medium nacque e si diffuse dapprima nelle cerchie spiritiche nella seconda
metà del 1800 e poi fu accolto tra gli studiosi del paranormale come termine di
comodo.
Già alla
fine dell'Ottocento, fino ai primi decenni del Novecento eminenti scienziati,
titolari di premi Nobel, sottoposero la medianità ad indagini rigorose, senza
mai ottenere la certezza delle prove di laboratorio.
LA TRANCE
"Trance"
significa "consapevolezza altrove" cioè "trasferta" della
consapevolezza, passare aldilà; dal verbo latino "transfero",
"trance" significa dunque che la consapevolezza si assenta, che lo
"strumento" o "medium" o "mezzo" o
"canale" non è consapevole.
Attualmente
esistono due parametri di giudizio della medianità; vi sono trance e semi trance, le
quali possono esistere in vario modo. Perciò abbiamo: la trance completa ad incorporazione, che è la forma più completa di
medianità, ma non è necessariamente la più alta e la più importante, perché
vi possono essere trance complete a semi
incorporazione, più valide.
APPORTI E ASPORTI
I
ricercatori del secolo scorso chiamavano "apporto" l'improvvisa
comparsa, in un ambiente chiuso o aperto, di oggetti vari, che possono essere
anche viventi come fiori, frutti, animali o addirittura esseri umani (in questo
caso si parla per lo più di "trasporto"), provenienti evidentemente
da altri luoghi. Se il fenomeno avviene in ambiente chiuso, comporta una
penetrazione attraverso la materia: porte o finestre chiuse o mura; se avviene
in ambiente aperto gli oggetti apportati si vedono materializzarsi nell'aria a
pochi metri di distanza dall'osservatore. In entrambi i casi l'apporto può
avvenire anche in piena luce.
Spesso
s'ignora l'origine degli oggetti che compaiono in modo così inesplicabile, ma i
ricercatori sono concordi nel supporre che essi provengano sempre da qualche
luogo in cui già esistevano, così che a ogni apporto corrisponde un
"asporto", ossia la scomparsa, dal luogo in cui era, di un oggetto che
riapparirà altrove.
CASI STORICI
Nel 1844,
nelle sedute tenute dal medico americano John Larkin con la sua domestica Mary
Jane, un pesante ferro da stiro, che si trovava nella cucina, cadde in mezzo
agli astanti e, a richiesta dello stesso dott. Larkin, scomparve e fu ritrovato
nuovamente in cucina: tutte le porte erano chiuse.
Verso il
1850, durante una seduta tenuta nel circolo spiritista di Boston "Il Ramo
di Olivo della Pace", venne apportato un colombo bianco dinanzi a undici
persone che confermarono pubblicamente il fatto. Sono questi i primi documenti
sicuri a noi giunti sui fenomeni di apporto-asporto, ma durante gli ultimi due
secoli i casi che si possono considerare provati sono innumerevoli. Ne
riportiamo alcuni fra i più sicuri e importanti.
Famosi sono
rimasti gli apporti ottenuti da Elisabeth D'Espérance mediante il suo spirito
guida Yolande, che si presentava come fantasma materializzato. Il 4 agosto 1880
Yolande invitò uno dei presenti alla seduta a versare sabbia e acqua in una
caraffa che lei stessa coprì con il suo scialle. Mentre gli astanti, dietro sua
richiesta, cantavano un inno sacro ‑ come si usava nelle sedute
spiritiche ‑ lo scialle fu visto elevarsi a poco a poco: nel vaso
apparve così una grande pianta originaria dell'India, una Ixora Crocata con un grande fiore, alta circa settanta centimetri,
che visse tre mesi e poi appassì.
IL TRASPORTO
Il più
spettacolare caso di apporto è senza dubbio quello che ha per oggetto persone:
lo strumento o altri. Questo fenomeno, da alcuni chiamato "trasporto",
sembra essersi verificato già in tempi molto antichi: nella Bibbia ne sono
ricordati alcuni relativi a Ezechiele, Elia e Habbakuk; negli Atti degli
Apostoli, san Pietro sarebbe stato asportato dalla sua prigione.
Come
riferisce il dott. Giuseppe Lapponi, medico dei pontefici Leone XIII e Pio X,
nel suo libro Ipnotismo e spiritismo, i
fratelli Alfredo e Paolo Pansini furono trasportati da Ruvo a Molfetta e da Ruvo
su una nave ancorata presso Barletta.
Qualche anno
prima il medium polacco Franek Kluski aveva sbigottito i suoi sperimentatori
scomparendo dalla sala delle sedute, dove le finestre e le porte erano state
chiuse e sigillate, e facendosi ritrovare addormentato in un'altra stanza dello
stesso appartamento.
Quali che
siano gli autori del fenomeno, entità disincarnate o forze psichiche inconsce
proprie di viventi, l'apporto, l'asporto e il trasporto rimangono un fatto
sconcertante che contrasta le leggi fisiche conosciute e che sfugge finora a
qualsiasi spiegazione.
LE MATERIALIZZAZIONI
Si chiamano
"materializzazioni" i fenomeni fisici che si osservano nel corso delle
sedute medianiche. Le materializzazioni consistono nella formazione di figure
ectoplasmatiche intere o parziali, o nel trasporto di oggetti che prima non
esistevano nell'ambiente, come nel caso degli "apporti".
Sembra che
la fenomenologia fisica avvenga grazie all'"ectoplasma" (termine
creato dal premio Nobel (1913) per la Fisica Charles Richet, dal greco ektòs
(fuori) e plàsma (forma plasmata), quindi "materia che fuoriesce dal
medium"), che, quando è visibile, appare come una sostanza biancastra,
luminosa e mobilissima, che fuoriesce dal corpo dello strumento (spesso, ma non
sempre, attraverso gli orifizi naturali) e sembra responsabile dei fenomeni di
materializzazione.
L'ectoplasma
è sensibile alla luce, che esercita su di esso un effetto disgregante e sembra
avere reazioni intelligenti: si muove e si aggrega fino a formare forme e
figure, si ritrae se si cerca di toccarlo e rientra infine nel corpo dello
strumento senza lasciare traccia.
Tra le
materializzazioni che nel corso della storia della medianità sono rimaste
famose, è giusto ricordare quelle di Katie King e di Estelle Livermore, che
apparve per ben 5 anni nelle sedute della medium americana Kate Fox, colei che
insieme alla sorella Margaret diede inizio al movimento spiritico organizzato,
alla metà del secolo scorso.
Nelle sedute di Roberto Setti si materializzavano anche fiori e foglie fresche, fotografie e quant'altro servisse a convalidare l'elevato insegnamento erogato attraverso quella medianità.