Steganografia
è il titolo di un testo cinquecentesco dell’Abate Tritemio dedicato ai codici
cifrati, ma che, in una versione bruciata dalla Chiesa, avrebbe contenuto il
segreto per comunicare a qualunque distanza senza l’ausilio di lettere o di
messaggeri.
Tritemio
nacque nella Contea di Treviri il 1° Febbraio 1462; nel 1479 la svolta nella
sua vita, fino ad allora abbastanza travagliata, e l’incontro con un non ben
identificato Maestro Rosa+Croce del quale non rivelò mai il nome. Nei suoi
studi, per recuperare il tempo perduto, imparò alla perfezione l’ebraico, il
latino ed il greco, approfondì il pensiero antico e medioevale e si documentò
sulla storia passata; nel 1483 prende i voti in un monastero benedettino
giurando fedeltà alla Regola, dello stesso monastero diverrà in seguito Abate
governando una comunità di circa duecento monaci alla ancor giovane età di 22
anni.
In
breve tempo il monastero di Spanheim divenne famoso in tutta la Germania ed
altrettanto famoso l’Abate Tritemio, tanto che personaggi quali Paracelso ed
Agrippa si recavano da lui per consulti; la sua fama divise la gente tra coloro
che lo ritenevano un Santo e coloro che vedevano in lui un Mago, in tal senso è
famosa la tradizione che vede Tritemio evocare dal mondo dei morti lo spirito
della moglie dell’Imperatore Massimiliano.
La
grande fama di Tritemio si ritorse presto contro di lui, i monaci insofferenti
lo deposero dalla carica di Abate e Tritemio rimase in volontaria solitudine
nell’Abbazia di San Giacomo per oltre dieci anni, meditando e scrivendo fino
al 1516, anno nel quale morì.
La
stesura del volume Steganografia è collocabile intorno al 1500, anche se lo
stesso venne pubblicato per la prima volta nel 1606 a Francoforte; il testo
venne quindi tramandato per mezzo di copie scritte a mano, ed è facile supporre
che molti degli errori pervenuti nell’edizione stampata, ed in quelle che la
seguirono, siano proprio da imputare a cattive trascrizioni manuali.
L’intenzione
di Tritemio era quella di insegnare un modo per comunicare celando in un testo,
a prima vista normale e quasi insignificante, un secondo messaggio ben più
importante ed occulto; non tutti però abbracciano questa ipotesi e molti vedono
in questo libro un codice completo, ma irrimediabilmente mutilato dalle censure
ecclesiastiche, per accedere a conoscenze ultraterrene. Il testo Steganografia
si compone di tre libri, i primi due riportano le invocazioni agli spiriti nelle
varie ore del giorno, il terzo, invece, è ricco di tabelle numeriche per
calcoli astronomici; ciascuna
invocazione comincia con il nome dello spirito da invocare seguita da parole
apparentemente senza senso, che probabilmente celano il vero testo lasciato da
Tritemio.
Forse l’intenzione dell’Abate era effettivamente quella di insegnare e spiegare un sistema di crittografia, forse non lo era affatto, le domande ancora rimangono e le risposte da entrambe le chiavi di lettura non soddisfano pienamente il mistero che circonda la Steganografia.