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Questa
nota storica ha però una forte connessione con l’argomento trattato in questo
capitolo di apertura di Ufologia Occulta, non molti infatti sono a conoscenza
che proprio il giorno prima fu teatro di un inquietante mistero che segnò
l’inizio di quella che molti considerano una tragica realtà e che altri
confinano nell’universo delle leggende metropolitane: la teoria degli Uomini
in Nero. Il 23 giugno 1947, Harold A. Dahl insieme al figlio ed un cane, si
trovava in barca nel Puget Sound, nei pressi dell’isola di Maury (stato di
Washington); tutto sembrava assolutamente tranquillo e nulla faceva presagire
che un normalissima gita in barca potesse assumere così tragici connotati.
Tutto ebbe inizio con l’avvistamento di una pattuglia di sei UFO dalla
classica forma “a ciambella”, proprio i fortuiti testimoni avevano gli
oggetti sopra la loro testa, da uno di loro si staccò del materiale che cadde
rovinosamente sulla barca uccidendo il cane e ferendo il figlio di Dahl.
Dopo
un certo periodo di tempo la notizia venne diffusa dalla stampa e proprio
Kenneth Arnold venne incaricato di occuparsi del caso per una successiva
inchiesta giornalistica che sarebbe stata curata da Ray Palmer, direttore di una
rivista dell’epoca che si occupava di UFO. Arnold
riuscì ad avvicinare Dahl ma quest’ultimo si dimostrò molto restio a fornire
ulteriori chiarimenti su quanto gli era accaduto e soltanto dopo ripetuti
tentativi ammise vi aver ricevuto giorni prima una strana visita da parte di
sconosciuti completamente vestiti di nero che lo avevano esortato in maniera
energica a non fornire nessun particolare dell’avvenimento a chiunque ne
avesse fatto richiesta. Incuriosito Arnold decise di approfondire questa strana
vicenda e contattò due ufficiali della base aerea di Hamilton Field, capitano
William Davidson e tenente Frank Brown; i due non solo riuscirono ad ottenere
maggiori particolari da Dahl, ma vennero anche in possesso di una parte del
materiale che aveva colpito la barca; si trattava di una sostanza nerastra e
porosa, abbastanza consistente e dall’aspetto vagamente geologico.
Conservate
accuratamente le scorie in uno scatolone, ripartirono per Hamilton Field a bordo
di un B-25, le circostanze inquietanti relative al caso di Maury Island non
erano però ancora finite; l’aereo si incendiò durante il volo per cause
ancora oggi sconosciute, precipitò al suolo e le scorie “aliene” andarono
disperse. Questo fu il primo caso che riguarda direttamente gli Uomini in Nero,
ma il sospetto di una loro ingerenza in altri fatti misteriosi accaduti più
avanti nel tempo e fino ad oggi, sembra tristemente reale, come nel caso di
Albert K. Bender. Nel 1952 era sorto un gruppo di ricerca volto esclusivamente
alle indagini in campo ufologico, il fondatore era Albert K. Bender e
l’associazione acquistò in breve tempo un travolgente successo oltre che
grande notorietà; il gruppo continuò con enfasi i propri lavori e le ricerche
fino a quando, improvvisamente,
tutte le attività vennero sospese senza alcuna spiegazione; sollecitato
svariate volte dai giornalisti e dai media televisivi, Bender confidò in
seguito di essere stato contattato da tre Uomini in Nero che gli avrebbero
rivelato verità terribili sulle attività degli UFO e sui loro fini, tanto da
trasformare la sua vita in un lungo, terribile incubo. La storia di Bender venne
in seguito raccontata in un libro (They knew too much about Flying Saucers –
Sapevano troppo sui dischi volanti - ), scritto dall’ufologo Gray Barker;
questa pubblicazione contribuì in modo definitivo alla diffusione del mito
degli Uomini in Nero.
Successivamente
ai fatti narrati sopra presero piede due ipotesi ancora oggi dibattute sulla
origine degli Uomini in Nero e sui loro interessi occulti; la prima ipotesi
riguarda la “Congiura del Silenzio”, argomento del quale parleremo più
diffusamente in seguito, i
misteriosi Uomini in Nero sarebbero in realtà agenti delle Forze Governative o
comunque di parti di esse, coinvolte in un misterioso patto con gli stessi
alieni; il fine delle loro azioni di depistaggio e sabotaggio delle prove
sarebbe quello di nascondere terribili verità quali commercio di organi umani e
manipolazioni genetiche ai danni degli umani. Una seconda teoria vede invece gli
Uomini in Nero come veri e propri alieni con il compito di mantenere segreto il
loro infiltramento nei posti chiave della nostra civiltà, azione che sarebbe già
in atto da anni e che avrebbe già raggiunto livelli inimmaginabili. Quest’ultima
teoria venne abbracciata dallo stesso Bender il quale, nel 1962, pubblicò un
libro sull’argomento, interrompendo il volontario silenzio dovuto ai fatti
relativi agli anni ’50; tra le tante rivelazioni si leggeva che gli Uomini in
Nero sarebbero in realtà rappresentanti di una sinistra razza aliena
proveniente da un pianeta chiamato Kazik; su questa rivelazione restano comunque
parecchi dubbi relativi anche al fatto che il libro stesso apparve più come una
operazione commerciale dettata dalla condizione economica non proprio brillante
dello stesso autore dopo la chiusura del centro di ricerca.
Un ultimo riferimento agli Uomini in Nero come terribili alieni o
creazioni aliene è abbastanza recente ed è stato diffuso da due ufologici
americani, John Lear, ex pilota, e Milton W. Cooper, funzionario della Marina. Secondo
i due ricercatori tutto sarebbe riconducibile ad un governo segreto e parallelo
a quello attuale, nato al solo scopo di trasformare
Cosa
sta accadendo esattamente? Chi sono in realtà i misteriosi Uomini in Nero?
Esiste una diretta relazione tra questi ultimi e le stesse autorità?
La
verità, per quanto sconvolgente essa sia, non può e non deve essere taciuta,
ed il sunto di quanto già detto su Uomini in Nero ed operazioni di depistaggio
è uno solo: molta gente che inconsapevolmente oppure al solo scopo di una sana
ricerca, si è interessata al fenomeno UFO ed è stata testimone di fatti
direttamente connessi con gli alieni, è scomparsa oppure, nel peggiore dei
casi, morta misteriosamente. E’ risaputo a tutti gli ufologici che uno dei
motivi di impedimento durante il lavoro di acquisizione delle informazioni in
riferimento a fatti lontani nel tempo, è la scomparsa oppure la prematura morte
degli stessi testimoni; una ricerca promossa da John Keel ha rilevato che questi
misteriosi quanto tragici eventi avvengono solitamente in un lasso di tempo
riconducibile tra i sei medi ed i due anni dallo svolgimento dei fatti, il tutto
senza lasciare alcuna traccia e senza che nessuna delle autorità inquirenti
riesca a dare alcuna valida spiegazione. Morti accidentali, suicidi,
vite profondamente trasformate in un incubo perenne, paura, queste le
sorti di molte persone a volte testimoni involontari di eventi che per nessun
motivo debbono essere di pubblico dominio. La storia dell’ufologia non è
nuova a questo tipo di avvenimenti, anche se non esiste alcuna prova concreta al
riguardo; i primi casi divulgati risalgono al 1962 con la scomparsa del capo del
progetto di ricerca canadese Wilbert Smith, morto in circostanze misteriose poco
prima di svelare un progetto segreto gestito da un vertice americano ancora più
in alto della CIA; la stessa sorte toccò a Waveney Girvan, fondatore della
rivista Flying Saucer Review, serissima e conosciutissima pubblicazione inglese
sui problemi legati agli UFO, anche lui muore in circostanze misteriose e la
notte dopo tutti i suoi archivi vengono trafugati.
Nel
1968 è la volta di Olavo Fontes, proprio poco prima di rivelare i risultati
delle sue ricerche su un presunto oggetto alieno abbattutosi in Brasile; tutti
personaggi scomodi, informati e decisi a dare la maggior trasparenza possibile
al fenomeno degli UFO e alle sue implicazioni a livello politico. Per avere una
esatta dimensione del fenomeno, è sufficiente citare un articolo apparso sul
numero 72 di Saucers News sul quale vengono riportati i risultati di un
sondaggio svolto appositamente in merito ai fatti appena narrati; 137 morti per
incidente di persone in qualche modo legate al fenomeno UFO, e questa
statistica, se aggiornata ad oggi, sarebbe sicuramente triplicata!
Morti
misteriose e strani suicidi, da James Forrestal all’astrofisico Morris K.
Jessup, una lunga catena troppo spesso taciuta che riporta come unico filo
conduttore gli Uomini in Nero e la loro politica di disinformazione e censura
forzata con ogni mezzo, compresi quelli appena descritti.
Semplici
coincidenze, tragici destini o molto più semplicemente efferati omicidi che
rasentano quasi la perfezione?
Il
Ministro James Forrestal istituisce la prima commissione di seri studi ufologici,
riceve i dossier prodotti dal lavoro dei vari ricercatori ed inspiegabilmente si
getta dalla finestra; il canadese Wilbert Smith ed il brasiliano Olavo Fontes,
analizzano i frammenti di un UFO precipitato ed entrambi muoiono in circostanze
misteriose; l’astronomo Jessup viene “suicidato” nella sua automobile;
Frank Edwards curava una trasmissione sugli UFO con un ascolto di circa tredici
milioni di ascoltatori, di colpo sospese il programma, pubblicò le sue raccolte
e morì improvvisamente subito dopo; nel 1967, Ailleret,
un ufficiale francese impartisce l’ordine per uno studio più
approfondito ed imparziale sul fenomeno UFO, subito dopo l’aereo che lo
trasportava si inabissa nell’Oceano Indiano; coincidenze?
Recentemente
si è cercato di dare anche un volto ed un nome a questi misteriosi personaggi;
basandosi in parte sulle teorie già citate di John
Lear e Milton W. Cooper, si sono identificati i MIB come esseri appartenenti
alla razza dei “Grigi”, per via del colore della loro pelle, una
etnia aliena enormemente avanzata meglio conosciuta con il nome di EBE
- Entità Biologiche Extraterrestri - ; essi sarebbero già programmati
per portare avanti una campagna mondiale di disinformazione ai danni di tutti i
ricercatori e gli ufologi, e non solo loro ma anche di tutti coloro che si
interessano di misteri in genere e che per loro sfortuna si imbattono in verità
segrete e non divulgabili.
Per
chi non fosse ancora soddisfatto dai fatti appena narrati e dalle ipotesi
proposte, ecco ancora un altro mistero che va a sommarsi ai tanti non ancora
sufficientemente spiegati, che legame esiste tra la data di nascita della
moderna ufologia e molti casi di decessi inspiegabili? Non
sono pochi infatti i personaggi rilevanti nel settore ufologico, sia per il loro
contributo che per le loro scoperte, morte o scomparse proprio il 24 Giugno,
chiaro richiamo allo stesso giorno e mese del 1947, che ricorda lo storico
avvistamento di Kenneth Arnold; coincidenze oppure sottili avvertimenti? Frank
Scully, giornalista e scrittore americano, morto il 24 giugno del 1964, i
contattisti inglesi Arthur Bryant e Richard Church, scomparsi misteriosamente il
24 giugno del 1967, Willy Ley morto il 24 Giugno