| L'Appeso |
La
figura mostra un uomo appeso per un piede ad una traversa di legno. Nel tarocco
detto di Carlo VI l'uomo tiene in ciascuna mano un sacchetto da cui esce una
moneta, mentre nei mazzi dei Visconti le mani sono legate dietro la schiena.
Nelle minchiate una gamba dell'appeso è ripiegata dietro all'altra in modo da
formare una croce. La carta allude certamente ad una pena esemplare sulla quale
abbiamo documentazioni in parte discordanti. Si trattava di un supplizio
riservato a coloro che tradivano un segreto come nel caso di un setaiolo che
aveva insegnato l'arte di filare fuori della sua città e quindi aveva tradito i
cosiddetti segreti del mestiere. Ma era anche la pena riservata ai debitori, a
coloro che avendo preso denaro in prestito, non lo restituivano.
Per gli
esoterici la carta simboleggia il mito del Dio sacrificato che muore e risorge
garantendo salvezza ai suoi fedeli. Nel mazzo del Waite è notevolmente
sottolineato tale aspetto misterico sia con l'aureola che circonda la testa
dell'Appeso sia dal fatto che egli penda da una croce rovesciata che porta ai
lati delle foglia verdeggianti.
SIGNIFICATI DIVINATORI:
Malgrado
la macabra idea di un impiccato, sarebbe scorretto considerare questo arcano
come una carta di significato nefasto. Infatti nei mazzi non risulta che
l'espressione del volto dell'uomo sia in preda alla disperazione o allo
sconforto.
La carta
simboleggia l'adattabilità e il desiderio di apprendere, porta con sé la
conoscenza del futuro e una nuova comprensione del passato. Significa
cambiamento improvviso, capovolgimento. Può anche alludere al compimento di una
missione, portata avanti con abnegazione, disinteresse e distacco.
Per chi
crede alla sfera esoterica la carta indica predisposizione alle scienze
occulte.