I BABILONESI

Il pantheon

Il Pantheon dei Babilonesi era costituito da esseri invisibili, dei immortali dalle  sembianze umane, dotati di poteri soprannaturali.

Al vertice del pantheon troviamo Marduk, il dio tribale degli amorrei che sconfisse Tiamat, la selvaggia dea del caos, che plasmò il cielo, la terra e regolò la corsa nel cielo dei pianeti e delle stelle, prima di creare la stirpe umana.

Fra le principali divinità babilonesi figurano anche Ea, dea della saggezza e della magia, Sin, dio della luna, Shamash, dio del sole e della giustizia, Ishar, dea dell'amore e della guerra, Adad, dio del vento, della tempesta e dei flutti, e il figlio di Marduk, Nabu, scriba e araldo degli dei. Accanto alle divinità celesti era sempre presente una schiera di demoni, diavoli e mostri minacciosi, ai quali venivano accostati, sia pure in numero minore, spiriti buoni e angeli.

Il culto

A ciascuna delle divinità più importanti veniva dedicato un grande tempio nel quale era onorata come protettrice della città.

I riti si celebravano generalmente all'aperto, nel cortile del tempio, mentre la zona interna era riservata al sommo sacerdote e ad altri esponenti del clero e della corte. Nelle grandi città accanto ai templi sorgeva anche una ziggurat, la caratteristica torre a gradoni sulla cui cima sorgeva un piccolo santuario.

Il sacrificio quotidiano prevedeva l'immolazione di animali, l'offerta dei prodotti della terra, oltre che ad acqua, vino e birra; le feste più importanti erano quelle associate ai riti della luna nuova, soprattutto quelli dell'anno nuovo all'equinozio di primavera, che si svolgevano nel tempio di Marduk, eretto nei dintorni di Babilonia: la festa durava parecchi giorni, durante i quali si usava offrire sacrifici, celebrare cerimonie di espiazione seguite da lunghe processioni; il momento culminante era quello chiamato delle Nozze Sacre, cioè dell'unione rituale fra il re, rappresentante di Marduk, e la sposa di Marduk, impersonata da una sacerdotessa.