BENE
E MALE
Bene e Male; da sempre questi due concetti sono stati parametri di giudizio nel mondo spirituale ed in quello sociale, sono stati la base di ogni regola del convivere e del rapportarsi con le divinità; se però li esaminassimo cercandone le vere radici, ci accorgeremmo che forse il Bene ed il Male non esistono, almeno riferendoci al significato che siamo soliti attribuirgli.
Proviamo ad esaminare questo concetto da una diversa chiave di lettura: Bene e Male sono due termini che identificano sostanzialmente il Positivo ed il Negativo, già usando questa traslitterazione ci accorgiamo di una sottile differenza; infatti, se Bene e Male esprimono concetti prettamente soggettivi (tranne in alcuni casi ed in alcune circostanze), Positivo e Negativo sono concetti solo ed esclusivamente oggettivi e non ammettono deroghe in tal senso.
Detto questo osserviamo anche che ci troviamo ad analizzare due “forze” opposte e differenti tra loro, ma allo stesso tempo dipendenti l’una dall’altra, questo concetto è proprio delle filosofie orientali, dello Yin Yang, del quale parleremo più avanti, insomma di tutte quelle tradizioni che riconoscono nella dualità la scintilla stessa della vita. Se riflettiamo, infatti, non avrebbe senso il Bene senza il Male, entrambi hanno bisogno l’uno dell’altro per poter esistere e per poter dare un senso a tutte le cose.
Bene e Male sono quindi espressione esteriore di verità più profonde che ci accompagnano fin dalla notte dei tempi, indicano lo stretto connubio tra spirito e materia, anima e corpo, uomo e donna; rappresentano l’energia stessa che pervade l’universo nei suoi aspetti maschile e femminile, l’aspetto che feconda e quello che genera.
Gli antichi conoscevano questa distinzione e su questa basavano i loro cicli e la vita stessa della comunità; andando l’uomo avanti nel tempo ed evolvendosi di pari passo alle sue conoscenze ed alle nuove scoperte, le vecchie conoscenze assunsero significati diversi, vennero relegate nelle leggende, ma sono pur sempre rimaste sospese tra il cielo e la terra.
L’uomo sente costantemente il bisogno di dare un nome ad ogni cosa, ha bisogno che tutto sia identificabile e tangibile; dimenticando che egli è essenzialmente spirito tenta in tutti i modi di illudersi che la vita sia materia, l’unico elemento tangibile e visibile che gli dona sicurezza e calma la sua innata paura dell’ignoto.
Proprio per questo si è sentito il bisogno di dare un nome a ciò che potrebbe essere Bene e ciò che potrebbe essere Male, dimenticandosi che entrambe le cose sono in realtà espressione di una stessa ed unica dimensione; si è avuto il bisogno di anteporre Dio al Demonio, il giorno alla notte, la cattiveria alla bontà, senza pensare che tutto ciò che è contrapposto e contrapponibile esprime in realtà lo stesso concetto, solo sotto una diversa angolazione.
Se ad un ipotetico osservatore porgessimo un bicchiere d’acqua, chiedendogli cosa egli veda nel bicchiere, la semplice risposta sarebbe “acqua”; ma se allo stesso ipotetico osservatore porgiamo la stessa acqua dopo averla tenuta nel congelatore per qualche ora, egli risponderà che gli stiamo dando del ghiaccio. In realtà si tratta della medesima acqua di prima, ma sotto un’altra forma, il nostro cervello è però talmente abituato a dare delle risposte concrete in base a ciò che è visibile da non tener conto che spesso la realtà assume diverse forme, tutte egualmente reali e tangibili, ma sempre e comunque espressioni della stessa immutabile ed eterna energia.