L'Eremita

   La lamina rappresentava originariamente il Tempo con l'attributo della clessidra visibile chiaramente già nei mazzi Visconti-Sforza e in quello detto di Carlo VI o Gringonneur. Nella raffigurazione del mazzo Rosenwald o nei fogli delle minchiate e nei tarocchini del Mitelli si aggiungono le grucce e le ali che completano l'iconografia saturnina del Tempo già presente nei Trionfi del Petrarca.

   La trasformazione dell'immagine (che poi assumerà la denominazione di Eremita) è dovuta ad una assimilazione della clessidra con la lanterna, attributo dei pellegrini.

   SIGNIFICATI DIVINATORI:

   La lamina invita a meditare sul tempo ineluttabile: così il presente che tanto ci angustia tende a mostrarsi meno nero ed oscuro. Suggerisce anche di allontanarsi momentaneamente dal frastuono del mondo e ricercare nel profondo, con la meditazione ed il silenzio una realtà personale più vera. Se riferito a un protagonista l'Eremita allude ad una persona influente che può essere positiva, può operare in campo medico, psicoanalitico, ostetrico o comunque nell'ambito di una scienza meticolosa e precisa. Il consiglio della carta è prudenza, circospezione, silenzio, discrezione, riservatezza e capacità di mantenere un segreto.

   Se la carta compare in posizione negativa può significare mente dubbiosa, paurosa, tormentata da scrupoli che portano a tristezza, scetticismo, pessimismo e aridità. Oppure può simboleggiare una persona nemica caratterizzata da diffidenza, egoismo, temperamento malinconico o saturnino.