ERMETE TRIMEGISTO

 

Ermete Trimegisto, il tre volte Grande, è forse una figura mitica nata dall’identificazione dell’Hermes greco con il Dio egizio Toth e tramandata nel tempo fino ad identificarvi il patriarca della Scienza Alchemica.

Questa supposizione non smentisce comunque il fatto che la figura di Ermete possa in realtà essere davvero esistita ed in seguita divinizzata, d’altra parte l’appellativo “Tre volte Grande” rispecchia una caratteristica propria dei Re e dei Saggi dell’antichità, dove il Re poteva e doveva assumere questi tre ruoli; avremmo in questo caso quello che viene definito “Hermes Triplex”, Re, Filosofo e Profeta allo stesso tempo.

Il nome di Ermete ritorna spesso nella tradizione filosofica e spirituale, trattandosi dell’archetipo dell’iniziazione continua che porta alla scoperta di sé stessi e della conoscenza ultraterrena; il “mito” di Ermete è facilmente riscontrabile nella tradizione egizia, che riporta addirittura numerosi personaggi con questo nome. Tracciamone un breve profilo: il primo Ermete fu colui che comprese per primo la natura del Demiurgo e che depose questa sua conoscenza sotto forma di scritti a lungo celati alla vista degli uomini; collaborò alla creazione dei corpi da aggiungere alle anime e comunicò la propria scienza agli avi di Iside e di Osiride.

Parte di queste sue rivelazioni vennero tenute ancora una volta nascoste (arricchiranno il patrimonio di conoscenze esoteriche dei sacerdoti), mentre il resto venne scolpito sulle colonne dei templi e degli edifici perché servisse da lezione agli uomini; proprio da queste scritture prende corpo il secondo Ermete, l’inventore della scrittura e della grammatica, che le tradusse in lingua comune. Fu lui che inventò l’astronomia, la geometria, la medicina, la musica, l’aritmetica; si noti bene che si tratta di materie che nell’antichità avevano una loro valenza magica oggi purtroppo andata perduta.

La figura di Ermete è quindi la trasposizione di un qualcosa che accadde, una improvvisa rivoluzione nel quotidiano dell’antico Egitto; in tal senso è bene ricordare che la tradizione gnostica interpreta il termine “Trimegisto” nel senso di “Tre volte Incarnato”. Ci troviamo quindi di fronte alla triplice incarnazione in terra d’Egitto dello stesso personaggio; quasi un viaggio iniziatico alla fine del quale si ritrova sé stessi memori delle esperienze precedenti, ci si riconosce; a questo punto diventa forse irrilevante se Ermete fosse effettivamente un uomo in carne ed ossa oppure la trasposizione di avvenimenti così importanti da non poter essere subito compresi nella loro profondità.

Concludiamo riportando soltanto ciò che la tradizione riferisce sulla “scomparsa” di Ermete da questa terra ed aggiungendo quindi ancora più misteri rispetto a quelli che già questa figura conserva: “………dopo che Ermete vide la totalità delle cose, attraverso la comprensione iniziò a testimoniare ed a rivelare ciò che aveva visto ed udito……….mise per iscritto i propri pensieri……a volte saggiamente tacendo…….a volte parlando……..in modo che il mondo potesse continuare la sua stessa ricerca………….alla fine dei suoi giorni……..dopo aver comandato agli Dei suoi fratelli di fargli da corteo………….ascese alle Stelle”.