| La Giustizia |
L'iconografia della Giustizia presenta una donna che reca in mano gli
emblemi classici della bilancia e della spada. L'idea di pesare e di dare il
giusto valore ad ogni azione, è un antichissimo simbolo egizio legato alla
credenza della "pesature delle anime". Dopo la morte l'anima raggiunge l'isola
dei beati e deve essere pesata dal dio Anubi: su uno dei due piatti della
bilancia d'oro è posta la piuma di Maat, il principio dell'ordine e della
verità, sull'altro piatto è posta l'anima, che solo se è leggera come una piuma
può entrare nell'isola dei beati. Che cosa la rende pesante? I vizi, il peccato,
l'attaccamento ai beni terreni. Se sulla bilancia l'anima è più pesante della
piuma di Maat non entra nella pace eterna ma ricomincia il vagabondaggio
terreno, il ciclo delle dolorose reincarnazioni e il pellegrinaggio senza sosta
nella vita mortale.
Nelle
carte Visconti di Bergamo e di Yale la raffigurazione è sovrastata da un
cavaliere con armatura, al galoppo su un cavallo coperto da elegante gualdrappa
a fiori, che brandisce una spada. Si tratta dell'arcangelo Michele, prototipo
del cavaliere cristiano.
SIGNIFICATI DIVINATORI:
La carta
della Giustizia va intesa come l'interpretazione e la deliberazione in una
vicenda che si è soppesata attentamente. La carta invita anche a valutare con
estrema accortezza una situazione, prima di impegnarsi in un'azione che può
essere irrevocabile. Il senso dell'equità e della giustizia è il perno
significativo di questa carta. Se situata in posizione negativa la carta stessa
suggerisce che un'estrema rigorosità e una ristrettezza di vedute possono essere
profondamente negative.