Possiamo iniziare a parlare di Inquisizione (principalmente di quella Spagnola), partendo da un periodo ben preciso che va dal 1474 al 1479. Nell'arco di questi anni
i
Re Cattolici avevano ereditato due regni che attraversavano grandi difficoltà,
per consolidare i quali era necessario mettere d'accordo la nobiltà turbolenta
ed assicurare l'unità religiosa. Convivevano in quel tempo in Spagna tre
confessioni religiose,, i Cristiani, i Musulmani e gli Ebrei; una convivenza
difficile, soprattutto quando gli Ebrei iniziarono la loro scalata sociale
conquistando addirittura enormi favori politici. Con l'aiuto del fanatismo
religioso si scatenarono presto vere e proprie persecuzioni, già nel 1467 si
registra il primo rogo ai danni degli ebrei e l'inquisizione inizia la sua
manovra per ristabilire l'ordine religioso, morale e politico nel paese.
Ben diversa appare la situazione in Italia: molti hanno notato come, stranamente, i "roghi sacri" sono sempre stati accesi dalle Encicliche Papali, il Grande Inquisitore di Francia venne scatenato dalla Bolla di Papa Nicola V, le Encicliche di Innocenzo VIII, Alessandro VI, Giulio II, Leone X, Adriano VI e Clemente VII, provocano centinaia di roghi in tutta Europa.
La
credenza nel Diavolo, rimane uno dei principali cardini della religione
Cristiana e l'autorità religiosa non mostra più alcuna tolleranza verso
"eretici", "maghi", "stregoni"; tranne un leggero
indebolimento del sistema Inquisitorio in Italia durante il XV secolo, dovuto ad
una leggera caduta dell'autorità Papale, presto la situazione ritorna
preoccupante. Terminato lo Scisma, i Papi riescono a sbarazzarsi dei Concili e
divengono i padroni assoluti della Chiesa, riprendendo in mano l'idea
dell'ossequio delle Sante dottrine, tanto cara ai loro predecessori. Il Dio
Cristiano si trasforma di colpo nella personificazione stessa dell'antica legge
del terrore contenuta nel Vecchio Testamento. Nel 1490 appare il "Malleus
Maleficarum", il famoso "Martello delle Streghe", con esso il
regime del terrore si afferma totalmente, occultando le menti e rischiarando del
rosso dei roghi le notti di molti paesi e città.
Subito
dopo l'Enciclica di Innocenzo VIII, soprattutto in Lombardia, iniziano le
persecuzioni per il reato di Stregoneria, e nel 1494 una Bolla di Alessandro VI
incoraggia addirittura lo zelo degli Ordini Religiosi. La persecuzione in
Lombardia e nel Veneto dura più di un quarto di secolo, l'Inquisitore
Bartolomeo Spina in un suo scritto del Cinquecento, assicura di aver perseguito
più di mille persone l'anno, mentre nella sola città di Como, vengono
bruciate in soli tre anni quarantuno Streghe. Nel 1517, nelle vicinanze del Lago
d'Iseo, vengono bruciate contemporaneamente ben diciotto persone, mentre una
sola voce si alza contro la follia Inquisitoria, quella di Cornelio Agrippa, che
nel suo De Vanitate Scientiarum definisce gli Inquisitori come "
pipistrelli ubriachi di sangue".
Quel che rimane oggi è l'insano ricordo di come la mente umana riuscì a dimenticare la sua stessa natura, rendendo cieco il mondo ed il suo spirito. Ancora oggi a tante donne, uomini, vecchi e bambini trucidati, calunniati, arsi vivi e derisi, nessuno ha chiesto ufficialmente e coscientemente scusa.