MITOLOGIA GRECA

 

 

 

 

 

 

 

Kronos

 

Il Caos, una massa informe composta da tutti gli elementi della natura, aria, terra, roccia, fuoco, vapore. Da questo ammasso emersero due entità di straordinaria potenza ed energia: Gea, la terra, ricca di fecondità, ed Eros, l’amore dispensatore di vita. Dall’unione di questi due  principi vitali, il Caos si trasformò in armonia.

Gea dette vita a nuovi elementi, come l’Etere luminoso, la Notte, Urano che è il firmamento, Oceano, i Monti, i Ciclopi dispensatori di lampi e tuoni, i mostruosi Giganti divinità delle tenebre, i feroci Titani.

Il più giovane di questi era  K r o n o s , il Tempo (per i Latini, Saturno), che spodestò dal regno dell’universo il padre Urano e ne prese lo scettro. Dalla sua unione con Rea, la latina Cibele, nacquero poi le divinità maggiori dell’Olimpo da noi più conosciute, fra cui Giove e Giunone.

 

G i o v e

   

Onnipotente re dell’Olimpo, sovrano incontrastato di dèi e mortali. Come in tutte le religioni, è la personificazione divinizzata delle paure e delle angosce dell’uomo: l’incomprensibile tuono assordante, la pioggia violenta che flagella, sono la sua presenza vendicatrice e punitiva; ma degli uomini rappresenta anche le debolezze e le passioni. Non il dio cosmico degli ebrei, lo Spirito universale, ma una divinità molto intrisa dei difetti degli uomini: l’orgoglio, l’intrigo, l’infedeltà, l’irruenza, l’ingiustizia. A volte anche la misericordia.

    

 

G i u n o n e  

 

Simbolo della fedeltà coniugale e modello di moglie: greci e latini ponevano sotto la sua protezione matrimoni e nascite.   

 

M i n e r v a  

 

Dea della sapienza; uno dei simboli di Minerva fu l’ulivo, emblema della pace: perché la dea fu certamente anche dea della guerra  ma lo fu soprattutto della pace. Essa infatti non ama la guerra per il gusto della strage – differenziandosi in ciò dal fratello Marte – ma per il trionfo della giustizia e delle giuste rivendicazioni.  

V e n e r e

I greci la chiamavano Afrodite, perché era nata dalla spuma (aphròs) del mare. Era figlia del Cielo e del Mare. La raffigurazione divina della bellezza assoluta.

M a r t e  

Dio della guerra, violento e bellicoso; suoi potenti sostenitori erano la Discordia e il Terrore.

A p o l l o 

Figlio di Latona e di Giove, la notte e il cielo; dal buio della notte sorgeva lui, il dio del Sole, per rischiarare il cielo e la terra, e quindi rituffarsi, con il suo carro trainato da bianchi cavalli alati, nelle onde del mare all’orizzonte d’occidente. I greci lo chiamavano Helios, Sole.

D i a n a

Dea della caccia e della natura contrapposta alla figura di Ecate, una Diana notturna, tenebrosa, che regnava sui cimiteri. I greci la chiamavano Artèmide, e la raffiguravano munita di arco frecce e faretra.

M e r c u r i o

Il suo nome deriva dal verbo latino mercàri (negoziare), era il messaggero degli Dei, che donò agli uomini l’eloquenza.