La Morte

  

   L'iconografia della Morte comincia a diffondersi a partire dal 1300, forse stimolata dalla grande peste della metà del secolo.

   Negli arcani la Morte è raffigurata in forma di scheletro fin dai primi esempi lombardi: nella carta Visconti tiene in mano un grande arco con frecce, mentre nella carta di Yale e nella carta detta di Carlo VI lo scheletro sovrasta folle di cadaveri secondo la visione apocalittica che , come abbiamo detto, si diffonde nella seconda metà del Trecento. Nel mazzo detto Corleoni la Morte è sotto le sembianze di uno scheletro avvolto in un ampio mantello e con indosso un cappello nero. la sua arma è la falce e con sé ha un cartiglio con la scritta "san fine", forse una forma corrotta per dire "sine fine".

   SIGNIFICATI DIVINATORI:

   Questo arcano notoriamente collegato con la cattiva sorte ha in realtà un significato molto complesso. la Morte è per prima cosa l'agente livellatore, il destino ineluttabile di ogni cosa vivente, quindi di ogni situazione in atto. Il tredicesimo arcano allude così ad una fine necessaria, ad un distacco, ad una conclusione negativa. Ma la Morte è anche il principio trasformatore che rinnova tutte le cose: la Morte toglie ma dà anche e a ogni fine segue un nuovo inizio.

   Secondo le interpretazioni esoteriche la Morte non estingue definitivamente il corpo, ma libera le energie prostrate sotto il peso di una materia inerte. Anziché uccidere, la Morte fa rivivere: senza il suo intervento tutto languirebbe e la vita non si distinguerebbe più per le sue mille manifestazioni sempre nuove. Come l'Appeso è colui che accetta la fine per poter rinascere, così la Morte rappresenta l'atto concreto con il quale l'iniziato deve morire  per rinascere nella vita superiore conferita dalla iniziazione.

   In posizione negativa la Morte indica delusione profonda, fine, distacco, sconfitta.