Nell'ambito delle discipline psicologiche e della psicoanalisi, il Simbolismo si intende in due modi differenti: come rappresentazione indiretta e figurata dell'idea e come rappresentazioni accettabili in luogo di rappresentazioni ricusate o rimosse.
Proprio riferendosi a questa seconda
interpretazione è facile intravedere la sostanza stessa del Simbolismo, la sua
vera natura; la disciplina dei simboli è in realtà la forma primitiva e
spontanea di
pensiero, una specie di vocabolario attraverso il quale si
esprimono tutte le sensazioni e le emozioni della vita, anche il sentimento
nelle sue forme superiori.
In molte correnti iniziatiche, i Simboli sono dei veri e propri condensatori di verità nascoste, stimolo alla riflessione ed alla ricerca interiore attraverso il simbolo stesso; tra i vari personaggi che si occuparono del Simbolismo (anche se non nei termini occulti che ci interessano), ricordiamo Freud e Jung; il primo considerò varie volte il problema dando però un senso di ristrettezza alla sua vasta interpretazione, ammise una costanza nelle rappresentazioni simboliche attribuendo però al simbolo una funzione nettamente difensiva.
L'ubiquità dei simboli ed il loro apparire nelle diverse culture, indussero invece Carl Gustav Jung a postulare la sua teoria dell'Inconscio Collettivo, un enorme contenitore e matrice allo stesso tempo degli archetipi i quali possono essere considerati come simboli universali.