| La Torre |
L'iconografia del sedicesimo arcano ha subito molte variazioni. Nelle
carte dette di Carlo VI è raffigurata una torre colpita da un fuoco che viene
dall'alto; la costruzione sembra sgretolarsi mentre altro fuoco esce dalle
fenditure lungo i muri.
Un
foglio della collezione Rothschild di un probabile tarocco bolognese del
Cinquecento presenta due figure umane che sembrano cadere dall'alto
dell'edificio, secondo un'iconografia che si stabilizzerà nelle carte dei
tarocchi del tardo Seicento.
Nel
cosiddetto tarocco di Marsiglia troviamo piccoli cerchi che cadono ai lati della
torre.
La più
antica lista di Trionfi conosciuta: il "Sermones de ludo cum aliis" della fine
del Quattrocento chiama la Torre "Sagitta", vocabolo che ritroveremo nei
tarocchi francesi del Seicento.
Nei
documenti cinquecenteschi, quasi tutti di ambiente italiano, si menziona la
Torre con il termine "Fuoco" mentre il Lollio nella sua "Invettiva" la denota
addirittura quale "Inferno". Sempre nel Cinquecento troviamo tre espressioni che
hanno condotto ad identificare l'arcano con la porta dell'inferno cioè la Casa
del diavolo, Casa del dannato e Casa di Plutone. Tutte queste definizioni
attribuiscono alla figura della Torre un significato molto negativo che
contrasta con il termine "Maison de Dieu", Casa di Dio, che venne assegnato alla
carta a partire dal Seicento soprattutto nella tradizione francese.
SIGNIFICATI DIVINATORI:
La Torre
esprime rovina, catastrofe, cataclisma, punizione. Per chi interroga la Torre
significa egoismo, superbia, avidità, materialità, fallimento di un'impresa
troppo orgogliosa e spesso insensata. L'arcano suggerisce di fare attenzione e
di non perseverare in azioni che possono rivelarsi un fallimento.
Eppure
la carta può esprimere anche un elemento positivo: liberazione dello spirito
imprigionato nella materia, della quale può servirsi come strumento per seguire
la via della perfezione.