LA VESTE DI
DIO
Esiste uno strumento "karmico" che ha
molteplici usi e molteplici aspetti. Esso è la "veste
dell’anima".
Per capirci dobbiamo concepire la realtà sotto due
aspetti (ne ha molti altri in verità) : il mondo dell’anima e il mondo
della personalità. Ogni mondo è triadico, composto cioè da tre sfere, o
piani, indipendenti tra loro ma comunicanti. Quando siete ad esempio in
stato di veglia, e provate una passione, in quel momento vivete ed agite
anche in quel piano, il piano astrale. Così quando formulate pensieri
concreti, oggettivi, un vostro veicolo è funzionante sul piano della mente
inferiore. I mondi della personalità (che potremmo chiamare "inferno",
cioè inferi, o inferiori - dove le personalità sono i diavoli che tengono
prigioniera l’anima - da qui la difficoltà di parlare alle anime...) sono
il riflesso speculare dei mondi dell’anima, chiamati anche "regno di Dio".
I mondi dell’anima vengono chiamati in sanscrito Atma, Buddhi e Manas, che
corrispondono nell’ordine al piano fisico, al piano astrale ed al piano
mentale. Quindi : Atma-fisico, Buddhi-astrale, Manas-mentale. Ecco perché,
ad esempio, quando un devoto usa il plesso solare (l’emozione)
nell’adorazione di un maestro o di un ideale, si connette al piano
Buddhico e può ricevere da lì le grazie che cerca. In pratica l’emozione
si trasforma in sentimento (centro cardiaco). L’uomo è salito di un
gradino verso Dio.
Il mondo delle anime è analogo a quello fisico
nel quale ci troviamo ora, nel cosiddetto "stato di veglia" : ci sono
corpi, paesaggi, ecc. Il pavimento di quel luogo di "sogno", è il nostro
cielo. Quando un anima s’incarna, scende letteralmente sotto terra. La
vita del suo veicolo sul piano fisico è per lungo tempo il suo inconscio.
Anche qui accade la stessa cosa riguardo la famigerata ottava sfera, il
regno delle anime perdute.
Esiste un assioma esoterico che dice :
<<Quando un uomo muore sul piano fisico, egli nasce nel modo delle
anime, e quando muore nel mondo delle anime, egli nasce nel mondo
fisico>>. Vita e morte sono il dramma del cosiddetto "samsara" che
durerà , con la sua croce di dolori e piaceri, fino al termine del viaggio
iniziatico, dopo il quale egli non sarà più un "prigioniero del
pianeta".
Possiamo chiamare il mondo delle anime "mondo
soggettivo", ed "oggettivo" l’altro.
I due mondi, quello degli
uomini e quello delle anime (che è il quinto regno di natura) per ora
hanno tenui legami, ma un giorno, molto prossimo, si fonderanno in uno
solo ed allora "Dio camminerà di nuovo tra gli uomini". Dio ci ha voltato
le spalle ai tempi di Atlantide a causa della nostra cattiveria e delle
nostre menzogne che si erano trasformate in magia nera, che perdura ancora
da parte della Loggia Nera che cerca di impedire che l’uomo si salvi e lo
asserve sempre più spingendolo a vivere una vita alienante fatta di
illusioni e di annebbiamenti che sono parte del Guardiano della Soglia che
l’iniziato in particolare e l’umanità in generale devono prima o poi
affrontare e vincere se vogliono ritornare felici.
Voglio ricordare
un assioma occulto :<<Al male fu concesso di governare, e l’uomo
dovette sottostare alla legge di partecipazione al male, che presto sarà
sostituita dall’antica legge del bene dominante, che sottostà a tutto ciò
che Dio ha fatto>>.
Dice l’Apocalisse che un Angelo verrà
portando in una mano la chiave dell’abisso, e nell’altra le catene per
legare i malvagi. Questo è il primo passo della trasformazione del mondo,
e sta già avvenendo. Anche le sciagure annunciate per la fine del kali
yuga, compresi i falsi maestri che pullulano ovunque, sono davanti a noi,
e ne vediamo chiaramente i segni minacciosi. La chiave è la conoscenza dei
misteri dell’iniquità ed il funzionamento della veste
dell’anima.
Quale sarà lo strumento, in grande, che verrà usato dal
Bianco Cavaliere che numerose profezie di popoli diversi attendono ? Sarà
la Veste di Dio, la veste "magica" del potere divino. Lo stesso strumento
che in piccolo gli uomini stessi, anche i più comuni possiedono : la veste
dell’anima. È una vera e propria veste di tessuto eterico fabbricato nelle
"alte sfere" e che nessun potere terrestre può danneggiare. Quello che
invece i malvagi possono fare è di sconnetterlo dal corpo fisico a
predeterminate condizioni.
Ora mi spiego.
L’anima, quando
intende fare esperienza dell’altra metà della creazione (la
manifestazione), e per "salvare" la personalità (che dai teosofi viene
chiamata "corpo lunare"), indossa una veste fatta dagli angeli (deva) con
un materiale tratto dal piano mentale superiore. Essa è allo stesso tempo
: un corpo ; un trasmettitore delle energie dell’anima (vari tipi di
prana) al veicolo fisico, dandogli così salute fisica e psichica che lo
mettono in grado di funzionare ad un livello superiore a quelle
dell’animale ; permette che i chakras (che sono porte dal duplice scopo :
sono ricevitori e trasmettitori di energie di piani diversi della
coscienza, o mondi, e sono vere e proprie porte di accesso per l’ego in
quei mondi, dove egli possiede già, o crea, il veicolo adatto per
percepirli e agire in essi), collegati al corpo fisico attraverso le
ghiandole a secrezione interna, possano funzionare.
La veste
ricopre il corpo fisico ed ha speciali relazioni magnetiche con esso.
Però, sotto la spinta delle frecce dell’odio, essa si svelle dal corpo
fisico. Le frecce sono vere e proprie spine di diversa grandezza costruite
con materiale eterico cristallizzato, che è a livello vibratorio
vicinissimo alla materia atomica. Le spine sono, per usare il linguaggio
del Mahabharata, "missili mantrici". Quando la veste viene sconnessa, le
spine, tranne qualche improvvisa fitta, non vengono avvertite, come ad
esempio un uomo non avverte nel sonno quando un ratto gli rosicchia il
naso, perché i denti secernono una speciale sostanza anestetizzante. Si
avvertono solo malesseri, cali improvvisi ed inspiegabili di forza, di
coscienza, d’intelletto, ecc.
Quando la veste, che possiamo anche
chiamare "corpo causale", viene sconnessa da qualche parte del corpo
fisico, si crea una debolezza, detta anche "vizio". A lungo andare i
centri di energia, i chakras, smettono di funzionare. Le "ruote" si
fermano e l’ego nel corpo fisico diventa spiritualmente impotente ed
occultamente cieco e sordo.
Questa è la situazione
umana.
Quando l’uomo ha percorso tutte le 777 incarnazioni, ha
esperito tutto ciò che la sua anima doveva esperire ; quando l’uomo è
sazio ed il desiderio materiale e la brama di vita si è spenta, egli è
smarrito ed entra in crisi. È la "lunga notte dell’anima " che i mistici
conoscono.
A questo punto l’uomo, controvoglia, diventa un
occultista e ricerca nel mondo la via che lo può portare veramente alla
liberazione.
La liberazione è un fatto complesso che non può essere
spiegato in poche parole, anche perché è necessaria una piccolissima
preparazione teorica di base che la teosofia può dare. Possiamo solo dire
questo : mentre l’individuo procede nel suo processo di "omeopatia
karmica", che possiamo anche chiamare "purificazione", mediante gli eventi
prestabiliti dal karma/destino, mentre egli si dedica anche allo studio
dei testi sacri ed alla meditazione, gli angeli preposti a ciò e guidati
dai Maestri che lavorano sotto la guida di Cristo, lavorano sui suoi corpi
sottili e soprattutto sulla sua veste, "lavandola e stirandola" affinché
l’anima possa di nuovo riunirsi alla personalità ed ritornare come il
figliol prodigo nel "regno di Dio", la sua vera casa. Questo processo
iniziatico è ben raffigurato nel libro di Giobbe, al qual testo ne
corrisponde uno precedente babilonese. L’angelo anima ha vinto il diavolo
personalità e l’uomo, dopo essere passato per il purgatorio entra in
paradiso. Questa è chiamata "iniziazione cristica" e vari miti la
ricordano, quali quelli di Ercole in Grecia (che simboleggia il ritorno
dell’eroe, mentre la sua caduta viene ricordata dal mito di Narciso), di
Attis a Roma, di Osiride in Egitto, di Quetzalcoatl in America Centrale,
ecc.ecc.
Questa antica iniziazione veniva praticata nei templi di
Iside ed Osiride in Egitto, dove Gesù passò tanti anni, ma veniva
praticata ovunque, e forse la sua "sede" centrale era in India, dove tutte
le tracce, per il sopravvenire del kali yuga furono del tutto cancellate e
rimase pubblica solo la mistica delle Upanishad e la filosofia
trascendentale non-duale.
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